Page 86 - Quaderno 2017-12
P. 86

Quando il soggetto ha risposto a tutte le domande, gli viene detto che ha commesso

               degli errori, indipendentemente dalla reale  prestazione.  Viene così dato un feedback
               negativo, seguito da una nuova lettura delle domande e quindi da atre risposte del soggetto.

               Infine, anche  con lo  scopo di valutare la memoria verbale del soggetto  (che  potrebbe

               influenzarne la suggestionabilità), gli si chiede di ripetere ancora una volta il brano, circa

               cinquanta minuti dopo la seconda lettura. Per valutare quindi la suggestionabilità del soggetto
               vengono considerati e messi in relazione tra loro le prime risposte date alle domande

               suggestive,  le risposte  modificate dopo il feedback negativo, e gli elementi ricordati dal

               soggetto nell’ultimo racconto del brano, individuando così il grado di suggestionabilità.

                     Negli  ultimi  anni  del  secolo,  poi,  Robert  G.  Endres  ha  sviluppato  un  test
               standardizzato per valutare la suggestionabilità nei bambini in età prescolare e bambini che

               frequentano la scuola elementare (il Bonn Test of Statement Suggestibility). Il B.T.T.S. si compone

               di un breve racconto di circa trecentotrenta parole, quattro immagini colorate e trentuno
               domande. La somministrazione consta di quattro fasi che  cominciano con la

               somministrazione del racconto e delle immagini; continuano con la rievocazione libera del

               bambino, al quale viene chiesto di  raccontare tutto ciò che ricorda  della storia; passano

               attraverso la somministrazione di un test non verbale di intelligenza in un intervallo di

               quindici minuti; e si concludono con l’interrogazione del bambino sul racconto. La fase di
               rievocazione libera serve per permettere al bambino di codificare gli stimoli percepiti e per

               valutarne la memoria. L’intervallo di quindici minuti ha lo scopo di indebolire la traccia di

               memoria, lasciando spazio alle influenze  suggestive. La somministrazione del  test di
               intelligenza, inoltre, sposta l’attenzione del bambino dal contenuto del racconto. La fase della

               interrogazione, infine, prevede tra le  trentuno domande alcune più o meno  suggestive.

               Attraverso l’analisi e la messa a sistema dei punteggi ottenuti nelle varie fasi, si giunge ad

               attribuire al bambino un grado più o meno alto di suggestionabilità.
                     Anche in ambito Italiano si stanno sviluppando studi e ricerche sui metodi per indagare

               la suggestionabilità del minore. Un caso interessante è costituito da uno strumento ideato

               dall’Università degli studi di Padova per affrontare la psicologia della testimonianza

               analizzando la capacità di ricordo e la suggestionabilità dei bambini. Lo strumento, destinato
               a bambini di età compresa tra i sette ed i dieci anni, consta di due fasi: un breve racconto ed

               una serie di domande, suggestive e non.  Al bambino viene spiegato che dovrà ascoltare

               attentamente una storia per poi raccontarla  con parole proprie, cercando di riportare il

               maggior numero di informazioni.


                                                             84
   81   82   83   84   85   86   87   88   89   90   91