Page 87 - Quaderno 2017-12
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La prima fase termina proprio con la rievocazione della storia da parte del minore.
Successivamente si passa alla fase del ricordo differito, consistente nella somministrazione
delle domande, che viene effettuata in un arco di tempo compreso fra tre e sei giorni dopo
l’espletamento della prova precedente. Analizzando i risultati si individua il grado di
suggestionabilità di ciascun bambino. Ciò che di particolare è emerso dall’applicazione dello
strumento appena descritto, è che i bambini più piccoli, nonostante riferiscano resoconti più
brevi e incompleti, non commettono un maggior numero di errori rispetto ai più grandi,
mostrando così che se intervistati correttamente sono in grado di fornire testimonianze
attendibili. Tra le altre cose, inoltre, una maggiore capacità di ricordo si associa ad una
maggiore resistenza allo stimolo suggestivo: una maggiore padronanza delle informazioni
apprese consente ai bambini, quando sottoposti a domande suggestive, di fare maggiormente
riferimento al proprio ricordo piuttosto che agli elementi introdotti dall’esaminatore. Inoltre,
il ricordo spontaneo presenta un incremento all’aumentare dell’età, dimostrando che la
crescita evolutiva correla con il miglioramento delle capacità di memoria che, a sua volta, è
connessa ad una maggior resistenza agli stimoli suggestivi: quanto più si è in grado di
richiamare il proprio ricordo, tanto più si resiste agli stimoli suggestivi.
È sperimentalmente provato che quando un bambino viene sollecitato a raccontare un
episodio da persone che esercitano una certa influenza su di lui, come gli adulti, fornisce
tendenzialmente risposte compiacenti, arrivando addirittura alla possibilità di fare propri gli
elementi che hanno influenzato le risposte fino a creare dei falsi ricordi autobiografici, che si
innestano nella memoria come ricordi di fatti realmente avvenuti e vissuti.
Abbiamo già fornito, nel capitolo relativo alla testimonianza patologica, alcune definizioni
della competenza a testimoniare. A questo punto dell’elaborato appare particolarmente
efficace riportare anche la definizione fornita da Weissman, per il quale tale competenza è
«un insieme di requisiti essenzialmente individuali che consistono nella capacità di percepire i
fatti in modo accurato, collegare le informazioni tra loro e ricordarle, comprendere un
giuramento, ovvero capacità di discernere la verità dalla menzogna, di comprendere le
conseguenze dei falsi giuramenti, comunicare basandosi su una personale e realistica
conoscenza dei fatti, e di comprendere semplici domande sull’accaduto».
Entrano quindi in gioco, nella valutazione della competenza a testimoniare del minore,
la capacità di percezione, la memoria, la suggestionabilità, la coerenza di pensiero, la
comprensione e le competenze linguistiche, la capacità realtà e fantasia.
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