Page 84 - Quaderno 2017-12
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testimone, l’utilizzo del racconto libero e l’utilizzo delle domande aperte non tendenziose si

               presenta come un ottimo compromesso tra le varie strategie adottabili. Il ricordo libero dei
               bambini anche al di sotto degli otto anni può essere accurato come quello degli adulti, ciò

               che lo contraddistingue è la quantità di informazioni fornite dal minore (molto scarna), che

               fornisce quindi anche  pochi elementi all’intervistatore per impostare eventuali domande.

               Possiamo quindi concludere dicendo che non vi è dubbio sul fatto che l’intervista cognitiva
               si sia dimostrata un’efficacissima alternativa  all’intervista standard, tuttavia  permangono

               alcune perplessità, prima tra tutte l’età a partire dalla quale si può utilizzare con successo

               questo strumento, poiché con i bambini più piccoli non è emersa una netta superiorità di un

               tipo di intervista rispetto all’altra. È in ultimo importante sottolineare che, al di là del
               risultato in termini quantitativi e qualitativi delle informazioni ottenute, l’intervista cognitiva

               garantisce sempre la miglior tutela del testimone e soprattutto del testimone vittima, poiché

               cerca di aiutarlo e tranquillizzarlo, senza traumatizzarlo ulteriormente, avendo sempre chiaro
               che la principale preoccupazione di chi interroga deve essere la tutela del minore.





               3.    Le criticità della testimonianza del minore


                     Il minore che si  trova coinvolto per la prima volta nell’apparato giudiziario come

               testimone-vittima si trova di fronte ad una situazione sconosciuta. Per questo, al fine di

               neutralizzare il rischio che la  prova  testimoniale risulti oltre che traumatica anche
               insoddisfacente per gli esiti del processo, è necessario che i colloqui vengano condotti da

               personale esperto nel colloquio investigativo. È importante che chi  conduce il colloquio

               abbia una solida formazione sulle tecniche dell’intervista e la capacità di interagire con gli

               altri  soggetti del processo (magistrati,  avvocati,  consulenti). Colloqui  condotti  in  modo
               corretto sostengono il bambino testimone e ricavano dati attendibili, mentre colloqui mal

               condotti possono avere conseguenze negative sul processo come sulla vita del bambino. Le

               procedure  operative esaminate al paragrafo  precedente hanno lo scopo di neutralizzare o

               arginare gli effetti negativi che l’insieme evento-testimonianza può avere sul soggetto minore.
                     La stessa intervista, in ogni caso, rappresenta per il minore un’esperienza stressante,

               durante la quale egli rivive un evento traumatico. Per questo anche il contesto in cui si svolge

               l’intervista (uffici pubblici, casa del minore, tribunale, ecc.) o lo stesso fatto che

               l’intervistatore indossi un’uniforme rendono questa esperienza particolarmente delicata.


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