Page 68 - Quaderno 2017-12
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più alti livelli persuasivi, il ricordo si distorce a tal punto che i soggetti arrivano a rievocare
fatti che non sono mai accaduti.
Appare a questo punto opportuno riportare un caso giudiziario svoltosi negli Stati
Uniti, che ha attirato l’attenzione della già citata Elizabeth Loftus, e presentato dalla stessa
come caso di studio poiché ritenuto particolarmente emblematico in relazione a quanto gli
errori della memoria possono incidere sull’attività e quindi sugli esiti della macchina
giudiziaria.
Il caso aveva come protagonista un uomo americano di nome Steve Titus, accusato di
aver stuprato una ragazza sulla base delle dichiarazioni della vittima, che aveva riconosciuto
nella foto di Steve il proprio aggressore. Durante il processo, in tribunale, la vittima si disse
assolutamente sicura che il suo stupratore fosse Titus, il quale venne quindi condannato
nonostante si proclamasse innocente. A quel punto l’uomo attirò sul proprio caso
l’attenzione di un giornalista investigativo, il quale trovò il vero stupratore, che a sua volta
confessò lo stupro. A seguito di ciò Titus fu liberato, ritrovandosi però senza più una vita:
aveva perso lavoro, fidanzata e risparmi. Per questo decise di intentare una causa contro la
polizia e contro coloro che riteneva responsabili della propria sofferenza, ma morì poco
dopo di infarto da stress. Quello che secondo la Loftus è importante è capire come la vittima
sia passata dal notare una somiglianza tra Titus ed il proprio aggressore ad essere
assolutamente sicura che il reo fosse Titus. Appare evidente che l’uomo era stato condannato
in base ai falsi ricordi di qualcun altro (in questo caso la vittima). Negli Stati Uniti durante
una ricerca sono state raccolte informazioni su circa trecento persone innocenti, accusate di
crimini che non avevano commesso, incarcerate per questo, e dopo diversi anni scagionati
grazie al test del DNA. Analizzando questi casi, la Loftus ha scoperto che i tre quarti sono
dovuti a memoria difettosa, a testimonianze oculari sbagliate. Mentre parla del caso la Loftus
afferma che «molte persone credono che la memoria funzioni come un apparecchio di
registrazione, e non c’è niente di più sbagliato. I ricordi sono componibili. La memoria
funziona più come una pagina di wikipedia : il titolare può accedervi e cambiarla, ma anche
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altre persone possono fare lo stesso».
Un ruolo fondamentale nell’intervista, secondo la Loftus lo hanno le domande (si pensi
a quanto detto in precedenza circa le domande suggestive).
39 La nota enciclopedia online a contenuto libero e di tipo collaborativo, in cui ciascun utente può in
qualsiasi momento aggiungere, modificare, eliminare o inserire informazioni e pagine.
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