Page 63 - Quaderno 2017-12
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In base all’art. 500 c.p.p relativo alle contestazioni nell’esame testimoniale, inoltre, le
parti possono servirsi delle dichiarazioni precedentemente rese dal testimone e contenute nel
fascicolo del magistrato del pubblico ministero per contestare in tutto o in parte il contenuto
della deposizione. Tali dichiarazioni possono essere valutate ai fini della credibilità del teste.
Già dalla semplice esposizione di questa disciplina si intuisce come quello
dell’attendibilità e della credibilità dei testimoni sia un aspetto delicatissimo del dibattimento,
dal momento che sono proprio le dichiarazioni rese da questi ad influenzare il giudice nella
sua decisione. Il giudice, infatti, in base all’art. 192 c.p.p. valuta la prova dando conto nella
motivazione dei risultati ottenuti e dei criteri adottati. Proprio perché non è semplice
inquadrare il problema in una normativa che sia assolutamente puntuale e tenga conto di
tutte le variabili in gioco, il nostro sistema processuale riserva al giudice una certa
discrezionalità nella valutazione del livello di attendibilità di una dichiarazione, salvo poi
dover comunque rendere conto dei criteri adottati nella decisione. Alla determinazione di
questa decisione concorrono sempre vari elementi. Solitamente una dichiarazione possiede
una parte di verità oggettiva ed una parte di costruzione soggettiva, che va verificata caso per
caso: ogni dichiarazione va quindi letta in un quadro più ampio, che tenga conto di una
pluralità di elementi. Occorre che le dichiarazioni possano essere confermate da altre
risultanze, ad esempio attraverso le verifiche incrociate, o che siano esse stesse a confermare
altre prove e non costituiscano comunque gli unici elementi su cui si fonda il giudizio.
Uno dei principali aspetti del resoconto testimoniale è caratterizzato dalle funzioni
mnestiche metacognitive, cioè quel complesso di capacità neurofisiologiche che rendono
l’individuo capace di conoscere e gestire la propria memoria in modo funzionale, oltre che alla
reminiscenza semantica, anche alla sopravvivenza sociale (si ricordi il concetto della memoria
autobiografica, già analizzato in precedenza).
In questo frangente vengono in rilievo due elementi potenzialmente in grado di influire
sul testimone e sul suo ricordo, alterandone l’attendibilità: lo status della persona che
interroga (assimilabile all’importanza che chi interroga riveste agli occhi del soggetto che
risponde) e la sua credibilità (una persona altamente credibile agli occhi del testimone ne
influenzerà la performance più facilmente di un altro soggetto). Il buon esito di un’intervista,
però, non dipende solo ed esclusivamente dal tipo di tecniche utilizzate per facilitare il
recupero delle informazioni, ma come abbiamo visto viene influenzato anche dalle strategie
di comunicazione e dal rapporto che viene inevitabilmente a instaurarsi tra operatore e
testimone, di cui si è già discusso.
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