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dell’evento al quale ha assistito, associandovi le proprie emozioni, sensazioni e pensieri.

               Questa strategia si basa sul principio della specifica di codifica, secondo il quale, nel momento in
               cui si codifica l’informazione relativa ad un certo evento si forma una traccia unica che

               contiene però anche l’informazione che riguarda il contesto oggettivo e soggettivo in cui

               l’evento  ha  avuto  luogo.  Attraverso  la  ricostruzione  del  contesto,  quindi,  si  presenta  al

               soggetto una parte dello stimolo, allo scopo di aumentare la sovrapposizione tra contesto al
               momento del recupero e contesto al momento dell’acquisizione.

                     La seconda  strategia è  la richiesta, formulata  al teste, di  riportare qualsiasi dettaglio

               ricordi dell’evento. Spesso, infatti, i testimoni non hanno cognizione dell’importanza di ogni

               singolo elemento del ricordo, soprattutto ai fini investigativi e giudiziari; si corre quindi il
               rischio di perdere informazioni preziose solo perché considerate irrilevanti o quasi da chi le

               possiede. Questo ragionamento,  se inserito in un contesto di plurime  testimonianze  di

               diversi testimoni, lascia intuire l’importanza della questione.
                     La terza tecnica è la  rievocazione libera dell’evento da punti di partenza diversi:

               ricordare cioè lo stesso fatto partendo da punti diversi, che possono essere l’inizio o la fine,

               la parte centrale, o un punto particolarmente saliente.

                     Ciò perché utilizzando diverse strategie di recupero si migliora l’accesso ai ricordi, e

               perché quando si procede con la narrazione dell’evento in senso cronologico, chi racconta è
               portato a ricostruire nella propria mente cosa potrebbe essere successo man mano in base

               alle affermazioni appena fatte in precedenza, in base alla tendenza ad utilizzare schemi, logica

               e conoscenze pregresse per compensare la perdita di dettagli, basandosi nella ricostruzione
               su eventi  simili  a  lui  già  familiari.  La  destabilizzazione  dell’ordine  cronologico  porta  a

               raccontare solo quello di cui realmente si è avuta percezione.

                     Infine la quarta strategia è una ripetizione  del racconto dell’evento da una uova

               prospettiva; rievocando cioè gli eventi da un punto di vista diverso dal proprio, come ad
               esempio dal punto di vista della vittima o di un altro testimone dell’evento, con lo scopo di

               far emergere eventuali elementi che fino ad allora potevano essere rimasti nascosti.

                     L’intervista cognitiva si compone di cinque fasi.

                     La prima fase prevede la di creazione di un rapporto tra chi intervista ed il testimone.
               In questa fase entrano in gioco anche molti fattori legati alla comunicazione verbale e

               paraverbale, e possono risultare  scelte vincenti una personalizzazione dell’intervista, la

               spiegazione dello scopo dell’intervista stessa ed il trasferimento del controllo del dialogo al

               testimone.


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