Page 60 - Quaderno 2017-12
P. 60

L’intervistatore, quindi, dovrà far  sì che il teste percepisca  sensazioni come un’attenta

               disponibilità e  una curiosità  non invadente  e  disinteressata; elementi che possono essere
               garantiti solo quando vi è una sufficiente padronanza  e consapevolezza del proprio  stile

               comunicativo. Un’altra tecnica di assoluta importanza che caratterizza l’intervista cognitiva è

               il trasferimento del controllo del colloquio dall’intervistatore al testimone, accompagnato

               dalla spiegazione al teste dello scopo dell’intervista. Questa fa sì che sia il testimone a dettare
               il ritmo dell’intervista, a  esserne il protagonista, il soggetto  più attivo.  Chi interroga, dal

               proprio canto, ascolterà attivamente ponendo anche domande. A questa inversione di ruoli si

               arriva mediante l’uso di domande aperte, che non interrompano il racconto del teste ma che

               siano poste proprio in base a questo e non secondo uno schema standard prestabilito. Vi sono
               poi altre  strategie cognitive per migliorare il  recupero dell’informazione,  tra queste vi è

               l’attivazione di immagini mentali del teste relative alle varie parti ed ai dettagli dell’evento da

               ricordare (come il volto di un soggetto, gli abiti, ecc.). Queste immagini mentali vengono create
               attraverso le domande poste sulla base della ricostruzione ottenuta con il racconto libero. Una

               volta  creata l’immagine mentale,  l’intervistatore  porrà  tutte  le  domande relative  a

               quell’immagine, esaurendole prima di passare all’immagine successiva. Ovviamente, la tecnica

               delle  immagini  non  dovrà  essere  accompagnata  da  commenti  suggestivi  da parte  di chi

               interroga.
                     Dopo avere instaurato il rapporto con il  testimone, si  passa all’  intervista vera  e

               propria, già precedentemente esposta, al termine della quale è importante che vi sia una fase

               di chiusura con  commiato e ringraziamenti. In questa fase l’intervistatore  si preoccuperà
               soprattutto di evitare di dare l’impressione di avere fretta  di concludere l’intervista, e di

               ringraziare il testimone per il suo impegno e contributo.

                     L’intervista cognitiva nel suo complesso rappresenta un insieme di  processi molto

               faticosi per il testimone, poiché richiede la massima concentrazione. Sarà quindi compito
               dell’intervistatore eliminare  tutte le possibili fonti di distrazione, una delle quali è

               l’interruzione di una risposta: prima di passare ad una successiva e diversa domanda, o anche

               prima di chiedere dei chiarimenti relativi alla risposta, chi intervista deve accertarsi che il

               teste abbia terminato la risposta alla domanda precedente, al fine di non fargli perdere il filo
               del discorso e del ragionamento logico che sta seguendo. È altresì importante che l’intervista

               avvenga in un luogo idoneo, dove non può  essere interrotta.  Ma l’intervista cognitiva è

               abbastanza stressante e faticosa anche per l’operatore di polizia, e non solo per il testimone:

               egli deve imparare ad essere flessibile, a distaccarsi dalle sequenze prestabilite di domande, e


                                                             58
   55   56   57   58   59   60   61   62   63   64   65