Page 66 - Quaderno 2017-12
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Esse possono assumere forme diverse e riguardare aspetti differenti di un evento,

               riferiti sia al contesto  sia al contenuto. La  memoria umana può  produrre falsi ricordi  su
               materiali molto diversi: su una situazione complessa alla quale il soggetto ha assistito e sulla

               quale è chiamato a testimoniare (false memorie testimoniali), o su episodi dell’infanzia che in

               realtà non sono mai accaduti (false memorie autobiografiche). Per confabulazione si intende

               una falsificazione della memoria che si verifica in uno stato lucido di coscienza, in cui vi è
               una involontaria produzione compensatoria di eventi a copertura di lacune mnestiche. Il

               soggetto, quindi, inventa avvenimenti falsi o colloca eventi veri in un contesto non corretto,

               non solo per colmare dei vuoti di memoria, ma anche senza apparente motivo, inventando di

               sana pianta fatti che pretende essere realmente accaduti.
                     Nella testimonianza del minore, ancor  più che nel caso dell’adulto,  è fondamentale

               indagare sulla naturale inclinazione del soggetto alla produzione confabulatoria.

                     Affinché negli individui si crei un falso ricordo, le fonti di distorsione devono avere
               diversi requisiti: plausibilità dell’evento (deve trattarsi di qualcosa che il soggetto ritiene possa

               essere realmente accaduto); dilatazione dell’immaginazione (il  soggetto dovrà costruire

               un’immagine del falso  ricordo  ed una sua narrazione); errore di valutazione della fonte

               (occorre che il soggetto creda che quell’informazione non sia stata creata da lui ma provenga

               dall’esterno); combinazione tra false suggestioni e informazioni vere (al punto che i
               suggerimenti esterni risultino decisivi nella contaminazione del ricordo).

                     Un altro aspetto strettamente correlato con i falsi ricordi  e  gli errori  di memoria in

               generale è la suggestionabilità: essa, nell’ambito dei processi di memoria, è uno dei fattori su
               cui indagare con maggior cura ai fini della valutazione della capacità a  testimoniare,

               soprattutto del minore. Viene  tradizionalmente  definita come una variabile di  tratto

               individuale, una predisposizione del soggetto, ed un fattore di vulnerabilità alle influenze

               suggestive.
                     Spesso inoltre, in modo impreciso ed a-tecnico, il termine suggestionabilità si usa per

               spiegare un vasto spettro di fenomeni, dall’ipnosi alla semplice influenzabilità nelle comuni

               situazioni della vita quotidiana.

                     Secondo de Cataldo Neuburger , la suggestione «va intesa come uno stimolo che ha il
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               potenziale  di  indurre o  elicitare  una  reazione»,  mentre  la  suggestionabilità  è  invece  «la

               tendenza del soggetto a rispondere in un dato modo alla suggestione».



               35   Luisella de Cataldo Neuburger, avvocato e psicologa italiana, è presidente dell’Associazione Italiana di
                  Psicologia Giuridica e docente presso l’Istituto Superiore Internazionale di Scienze Criminali.

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