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rappresenta la concretizzazione  del pensiero, della sensazione o  della cognizione che si

               intende trasmettere. Perché il processo  mentale si trasformi in azione, in  trasmissione,
               devono essere emessi appositi segnali, rappresentati da parole, gesti e molte altre cose, che

               permettono all’informazione di viaggiare da un soggetto (emittente) all’altro (ricevente). La

               comunicazione umana, intenzionale e simbolica, è  costituita da atti  comunicativi  di tipo

               linguistico,  paralinguistico  ed  extralinguistico,  costantemente mescolati.  Uno degli aspetti
               fondamentali  della comunicazione è  quindi  il  linguaggio, che è  costituito da tre  aspetti che

               agiscono in parallelo: la sintassi (l’insieme di regole con cui si generano le frasi); la semantica

               (il  significato che la frase veicola per mezzo dei  significati delle  singole  parole e della

               combinazione di queste), e la pragmatica (la disciplina che studia gli stati mentali e la loro
               modificazione durante la comunicazione). Un altro elemento fondamentale è il paralinguaggio,

               aspetto  definito  non  verbale  che modifica  il significato  del  linguaggio  in  un  modo  che

               definirei  emozionale, usualmente non consapevole, ma  congruente ai fini dell’interazione.
               Rientrano in questa categoria il tono, l’altezza, il timbro e l’intensità della voce, la gestione

               delle distanze, dei  gesti, della mimica, e  dello sguardo. Ultimo elemento di  assoluta

               importanza della comunicazione è l’extralinguaggio, che ricomprende atti, movimenti, azioni

               che possono essere  considerati comunicativi solo  se vengono dall’attore  utilizzati

               consapevolmente. Essi sono, ad esempio, il riso, il pianto o l’atto del gesticolare.
                     Dal punto di vista della comunicazione l’uomo non è un  sistema isolato dagli altri,

               anche quando è solo  e silenzioso.  È impossibile non  comunicare, perché  ogni

               comportamento è comunicazione, invia un messaggio agli altri, che lo si voglia oppure no.
               Ogni comunicazione, poi, ha un aspetto di contenuto ed uno di relazione (cosa si dice e come

               lo si dice), e  gli scambi di comunicazione possono essere  simmetrici  (se implicano

               uguaglianza tra gli interlocutori) o complementari (se implicano differenza).

                     Riassumendo  definirei, quindi, la comunicazione  come  un  processo di  scambio di
               informazioni in cui l’aspetto cognitivo è influenzato ed integrato dall’aspetto emotivo: quando

               si comunica oltre al contenuto (cosa di dice) è importante anche la forma (come si dice).



                     2) Quali sono gli aspetti della comunicazione che vengono maggiormente in rilievo nell’ambito della
               testimonianza?

                     Ritengo che durante la testimonianza  siano importanti tutti e  tre  gli aspetti elencati

               prima, quello verbale, quello non verbale e quello paraverbale; ma soprattutto gli ultimi due,

               attraverso i quali viene veicolata gran parte dei messaggi.


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