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Abbiamo anche visto che sotto un profilo psicologico, non esiste un ricordo imparziale

               ed assoluto, ma vi è l’interpretazione attiva del teste, con la  sua attenzione  selettiva ed
               intelligenza, pregiudizi, stereotipi e cultura che rendono il suo contributo assolutamente

               parziale e di parte.

                     L’atto del ricordare non si risolve nella semplice riproduzione verbale dell’informazione

               percepita dal  testimone ed immagazzinata in memoria, come se  fosse una fotografia
               dell’accaduto. Il ricordo di un evento, infatti, non ne è la copia esatta, ma è condizionato da

               tantissimi fattori: oltre  a quelli esaminati nel  paragrafo precedente, che attenevano quasi

               esclusivamente al processo di memorizzazione e recupero, ve ne sono altri che appartengono

               interamente alla  fase  dell’intervista,  e  che si originano dall’interazione tra testimone  e
               intervistatore. Le parole, il tono di voce, i movimenti delle mani e degli occhi, la postura ed

               in generale la comunicazione non verbale utilizzati dell’operatore che conduce l’intervista

               possono fortemente influenzare il ricordo che il testimone esporrà.
                     Quindi, agli aspetti  tecnici  della memoria in  generale  si affiancano  quelli derivanti

               dall’interazione testimone-intervistatore. Il condizionamento di questi elementi nei confronti

               della traccia di memoria può essere così forte da rendere il ricordo assai diverso dalla realtà.

               Ciò spiega come anche il testimone oculare, generalmente non intenzionato o non interessato

               a mentire, possa dare un resoconto testimoniale diverso dal reale svolgimento dei fatti.
                     Ricordare non consiste solo nel mettere in memoria ciò che è pervenuto ai nostri sensi.

               Perché un dato diventi ricordo occorre che possa essere recuperato ed utilizzato per qualche

               scopo. Senza la possibilità di recuperare il contenuto della memoria, il ricordo non esiste.
               Analizziamo ora come avviene la selezione ed il recupero dalla memoria del materiale ivi

               contenuto. Si può accedere ai ricordi in due modi, uno diretto ed uno indiretto. Nel primo

               caso il soggetto ha la sensazione di guardare nella propria mente e di vedere materialmente il

               contenuto che cerca. Un esempio tipico è quello che viviamo tutti i giorni quando dobbiamo
               riprendere l’automobile che abbiamo parcheggiato in precedenza. Alla domanda che ci

               poniamo  su dove abbiamo parcheggiato, immediatamente nella nostra  mente si presenta

               l’immagine dell’auto parcheggiata in quella precisa strada in quel determinato punto. Nel

               secondo caso, invece, il soggetto ha la sensazione di doversi impegnare per ricordare, perché il
               ricordo non si presenta spontaneamente, ma ci si deve arrivare per gradi. Durante il recupero

               molti pensieri si susseguono in modo rapido, anche senza che il soggetto ne sia consapevole;

               tuttavia essi sono gli elementi fondamentali del processo di recupero  indiretto, in cui per





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