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vissuta. Chi perde la possibilità di recuperare dalla memoria autobiografica le informazioni su

               di sé perde, con essa, la propria identità.
                     Abbiamo già avuto modo di affermare che la nostra memoria non è duplicativa ma

               costruttiva: i nostri ricordi non sono mai una mera riproduzione dell’esperienza passata, ma il

               risultato di un’azione creativa e trasformatrice.

                     Il processo ricostruttivo rende possibile l’inserimento in un ricordo di elementi estranei,
               che magari fanno parte di un altro episodio, così come è possibile che si crei confusione tra

               contenuti mentali di natura ed origine diverse. Per quanto riguarda i bambini, studi specifici in

               questo  settore hanno dimostrato che essi possono riportare racconti  accurati  quanto quelli

               degli adulti, anche  dopo lunghi periodi di tempo, ma per  ricordare un  episodio in  modo
               completo hanno bisogno di essere  guidati (ad esempio attraverso  domande mirate)  per

               richiamare le informazioni memorizzate. Ricostruire e riportare un evento, infatti, significa

               fornire risposte su cosa, dove, come quando, perché e per mano di chi è successo. Questi
               elementi conferiscono una struttura coerente al racconto, e fungono da ausili nel processo di

               recupero, non sufficientemente padroneggiato da parte dei  bambini. Utilizzando quindi

               domande specifiche è possibile ottenere dal bambino un ricordo più completo e dettagliato;

               ma si corre anche il pericolo, in virtù della  maggiore suggestionabilità dei bambini, che le

               domande ad essi poste possano portarli ad inserire nel racconto particolari inesistenti.
                     Un ricordo libero è molto spontaneo, non condizionato e non sollecitato da domande

               specifiche. Se per i bambini è vero che gli elementi recuperati mediante racconto libero sono

               solitamente corretti, è altrettanto vero che tale tipo di ricordo in essi è abbastanza povero di
               elementi. C’è poi da considerare il fatto che essi difficilmente ricordano dettagli periferici,

               non salienti dell’evento. La salienza degli elementi, poi, non è attribuita dal bambino in modo

               logico, ma dipende da come questi ha inquadrato la situazione e dai fattori che dirigono la

               sua attenzione.  In altre parole il  bambino ricorda meglio  gli elementi che  secondo lui  sono
               salienti in una determinata situazione. Un elemento interessante sui bambini è la loro

               tendenza a rispondere confermando l’informazione richiesta o supposta dall’adulto

               attraverso una domanda che presume come risposta l’alternativa  tra si e no. Per questo

               bisognerebbe evitare di porre questo tipo di domande.
                     A proposito di bambini, un importante processo che influenza la qualità della memoria

               autobiografica è la amnesia infantile, processo in virtù del quale il numero di episodi ricordati

               relativi ai primi anni di vita è minore di quello che ci si aspetterebbe se si partisse dall’ipotesi

               che la memoria declina gradualmente con il passare del tempo.


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