Page 45 - Quaderno 2017-12
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vissuta. Chi perde la possibilità di recuperare dalla memoria autobiografica le informazioni su
di sé perde, con essa, la propria identità.
Abbiamo già avuto modo di affermare che la nostra memoria non è duplicativa ma
costruttiva: i nostri ricordi non sono mai una mera riproduzione dell’esperienza passata, ma il
risultato di un’azione creativa e trasformatrice.
Il processo ricostruttivo rende possibile l’inserimento in un ricordo di elementi estranei,
che magari fanno parte di un altro episodio, così come è possibile che si crei confusione tra
contenuti mentali di natura ed origine diverse. Per quanto riguarda i bambini, studi specifici in
questo settore hanno dimostrato che essi possono riportare racconti accurati quanto quelli
degli adulti, anche dopo lunghi periodi di tempo, ma per ricordare un episodio in modo
completo hanno bisogno di essere guidati (ad esempio attraverso domande mirate) per
richiamare le informazioni memorizzate. Ricostruire e riportare un evento, infatti, significa
fornire risposte su cosa, dove, come quando, perché e per mano di chi è successo. Questi
elementi conferiscono una struttura coerente al racconto, e fungono da ausili nel processo di
recupero, non sufficientemente padroneggiato da parte dei bambini. Utilizzando quindi
domande specifiche è possibile ottenere dal bambino un ricordo più completo e dettagliato;
ma si corre anche il pericolo, in virtù della maggiore suggestionabilità dei bambini, che le
domande ad essi poste possano portarli ad inserire nel racconto particolari inesistenti.
Un ricordo libero è molto spontaneo, non condizionato e non sollecitato da domande
specifiche. Se per i bambini è vero che gli elementi recuperati mediante racconto libero sono
solitamente corretti, è altrettanto vero che tale tipo di ricordo in essi è abbastanza povero di
elementi. C’è poi da considerare il fatto che essi difficilmente ricordano dettagli periferici,
non salienti dell’evento. La salienza degli elementi, poi, non è attribuita dal bambino in modo
logico, ma dipende da come questi ha inquadrato la situazione e dai fattori che dirigono la
sua attenzione. In altre parole il bambino ricorda meglio gli elementi che secondo lui sono
salienti in una determinata situazione. Un elemento interessante sui bambini è la loro
tendenza a rispondere confermando l’informazione richiesta o supposta dall’adulto
attraverso una domanda che presume come risposta l’alternativa tra si e no. Per questo
bisognerebbe evitare di porre questo tipo di domande.
A proposito di bambini, un importante processo che influenza la qualità della memoria
autobiografica è la amnesia infantile, processo in virtù del quale il numero di episodi ricordati
relativi ai primi anni di vita è minore di quello che ci si aspetterebbe se si partisse dall’ipotesi
che la memoria declina gradualmente con il passare del tempo.
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