Page 41 - Quaderno 2017-12
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Se per esempio si presenta la figura di sinistra ad un soggetto dicendo che si tratta di un
coniglio, l’individuo vedrà il coniglio e solo il coniglio. Per vedere l’anatra, infatti, il soggetto
dovrà modificare il proprio punto di vista, lavorando sulla propria percezione della figura.
Stesso discorso vale per l’immagine a destra, che può essere interpretata come il volto di una
persona vista di profilo o un eschimese rivolto verso l’interno di una porta. Ad una prima
presentazione la figura viene sempre percepita in base al significato che le viene attribuito. Le
conoscenze che possediamo contribuiscono a determinare ciò che vediamo ed il modo in cui
lo interpretiamo.
Per quanto riguarda la traccia mnestica, inoltre, vanno considerati ulteriori e diversi
fattori che possono alterarne lo stato. Essi sono il decadimento fisiologico dovuto al passare
del tempo, la durata ed il numero di esposizioni all’evento, ed il numero di volte che
l’informazione viene recuperata. Il decadimento della traccia è velocissimo nelle prime
ventiquattro ore, salvo poi rallentare sensibilmente e costantemente. Ovviamente, più passa
il tempo tra la percezione dell’evento ed il suo ricordo più la testimonianza potrà presentare
errori, lacune e distorsioni. In particolare, se dopo l’evento il soggetto immagazzina
informazioni simili per significato a quelle dell’evento ma estranee all’evento stesso, avrà
difficoltà nel distinguere i due episodi.
La traccia di un episodio a cui si è assistito è molto malleabile. L’acquisizione di nuove
informazioni che potrebbero distorcere la traccia immagazzinata può anche avvenire proprio
in relazione all’evento oggetto del ricordo: parlando ad esempio con altre persone che hanno
assistito allo stesso fatto, leggendo notizie che raccontano l’evento in modo diverso, o
addirittura rispondendo alle domande quando si è richiesti di fornire la propria
testimonianza. Tutto questo può portare anche alla creazione di falsi ricordi, la cui analisi
sarà condotta nel paragrafo successivo. In generale, comunque, possiamo affermare che
informazioni svianti acquisite immediatamente dopo la percezione del fatto hanno un effetto
quasi irrilevante rispetto allo stesso tipo di informazioni acquisite molto tempo dopo.
La terza ed ultima fase del processo di memoria è quella del recupero, quella cioè
dell’accesso alle informazioni immagazzinate, e quindi del ricordo vero e proprio. Questo
può essere libero (quando il soggetto ricorda e parla dell’evento liberamente, senza alcuna
richiesta particolare o interruzione) o guidato dalle domande che vengono poste da chi
intervista e che quindi, inevitabilmente, può spostare il focus della conversazione su vari
aspetti, dettagli, o argomenti.
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