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millisecondi); nella memoria a breve termine vi permane per circa trenta secondi, mentre in

               quella a lungo termine può permanervi da pochi minuti a molti anni.
                     La memoria sensoriale conserva l’informazione per quel brevissimo lasso di tempo che

               ha  lo scopo di analizzare lo stimolo percepito:  le informazioni  delle quali  non viene

               riconosciuto il  significato decadono immediatamente,  mentre  quando avviene il

               riconoscimento percettivo, l’informazione passa alla memoria a breve termine.  Anche la
               memoria a breve termine è una memoria temporanea e di limitata capacità: ha la funzione di

               mantenere ed elaborare le informazioni nel corso dell’esecuzione di compiti cognitivi. A sua

               volta è composta di più magazzini, ciascuno dei quali deputato a processare diversi tipi di

               informazioni (visive-spaziali e uditivo-verbali). In essa le tracce  sono instabili, e spesso
               vengono rimosse a causa dell’arrivo di nuove informazioni. Perciò, dopo essere  transitate

               attraverso questo  magazzino, le tracce o vengono perse, oppure definitivamente  trasferite

               nella memoria a lungo termine. Di solito ci si riferisce alla memoria a breve termine anche
               con l’espressione memoria di lavoro, avendo questo tipo di memoria la capacità di mantenere

               attivi degli elementi su cui si sta lavorando.

                     La memoria a lungo termine è, infine, il magazzino che conserva tutte le informazioni

               del passato e  gestisce i fenomeni del ricordo permanente. Essa non è affatto un  sistema

               unitario, ma è suddivisa in varie componenti. Le neuroscienze sono ancora alla ricerca di un
               modello che spieghi come e perché alcune tracce mnestiche vengono mantenute in forma

               stabile  nella memoria  mentre altre vengono  perse. Ancora oggi è difficile formulare una

               teoria conclusiva che dia una spiegazione accettabile di come la memoria a lungo termine
               conservi i materiali.

                     Il processo  di memorizzazione può essere quindi diviso in  tre fasi: acquisizione  (o

               registrazione dello stimolo), ritenzione (o conservazione) e recupero dell’informazione.

                     La prima fase è caratterizzata  dalla percezione e dalla codifica  delle informazioni
               provenienti dall’esterno, con relativo inserimento nel sistema delle informazioni precedenti.

               La capacità di percezione può essere alterata da due tipi di variabili: fattori legati all’evento e

               fattori legati al soggetto.

                     Il primo fattore legato all’evento è il tempo di esposizione allo stesso: più a lungo un
               soggetto è esposto ad un evento più accurata ne sarà la percezione. In proposito è curioso

               quanto dimostrato da appositi studi  scientifici (condotti  da Marshall   nel 1966 e da
                                                                                          25


               25   Herbert  Marshall McLuhan (Alberta, 1911  -  Toronto, 1980) è stato un  sociologo canadese,  esperto e
                  studioso della comunicazione e dell’informazione.

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