Page 42 - Quaderno 2017-12
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Questa fase può essere condizionata dal grado di corrispondenza tra il modo in cui la
traccia è stata codificata ed il modo in cui sarà recuperata. Le operazioni di codifica sopra
presentate, infatti, determinano ciò che viene immagazzinato in memoria, e questo, a sua
volta, determina i suggerimenti per la modalità di recupero più adatta a quella traccia. La fase di
recupero risulta facilitata quando è caratterizzata dalle medesime condizioni che avevano
contraddistinto la fase di acquisizione.
Non tutti i recuperi, però, producono ricordi di uguale intensità. A volte, infatti, il
ricordo è estremamente vivido, mentre in altri casi è molto più attenuato. Nei bambini, ma
anche negli adulti, seppur in maniera inferiore, le conoscenze riguardo a ciò che di solito accade
da un lato facilitano l’organizzazione ed il recupero dei ricordi, ma dall’altro rischiano di
contaminare gli episodi specifici con gli schemi mentali del soggetto.
Tra i sistemi di funzionamento della memoria appena citati, quello di maggior interesse
nell’ambito della testimonianza è la memoria a lungo termine, che contiene e conserva
moltissime informazioni a tempo indeterminato. Essa, a sua volta, comprende categorie più
ristrette: vi sono la memoria implicita e quella esplicita; la prima è legata non al cosa il soggetto
conosce, ma al come si conosce o al come si agisce; si tratta di una memoria procedurale, non
soggetta ad un’analisi cosciente da parte del soggetto, e che consente di mettere in atto tutta
una serie di azioni motorie (come ad esempio andare in bicicletta) e mentali, ma anche
abitudini e routine. La seconda, invece, ha a che fare con la conoscenza di informazioni su
cose, persone, luoghi, ecc. La memoria implicita è definita anche non dichiarativa, poiché
contiene conoscenze delle quali difficilmente i soggetti riescono a definire i contenuti mentre
quella esplicita, al contrario, è detta dichiarativa e richiede la capacità di associare numerosi e
diversi elementi informativi.
Un’altra importante distinzione è quella introdotta, sempre nell’ambito della memoria a
lungo termine, da Tulving , che differenzia la memoria in episodica e semantica. Entrambe
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sono di tipo dichiarativo, poiché contengono conoscenze alle quali accediamo
consapevolmente e che siamo in grado di verbalizzare. Quella episodica riguarda le varie
esperienze vissute, e si riferisce ad eventi temporalmente databili, spazialmente localizzabili e
vissuti personalmente; inoltre è cronologicamente ordinata, e rientrano in essa anche la
“ongoing memory”, ovvero la memoria per gli avvenimenti in corso (il ricordare ad esempio
dove abbiamo parcheggiato l’automobile) e la “prospective memory”, cioè la memoria delle
attività programmate.
27 Nato il 26 maggio 1927 in Russia, è uno psicologo esperto in memoria episodica.
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