Page 40 - Quaderno 2017-12
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ricordare, informazioni presentate lentamente si ricordano  meglio  di quelle presentate

               velocemente ed informazioni concrete si ricordano meglio di quelle astratte. Per questi
               motivi, a dispetto di quanto comunemente si pensa, anche i bambini possono ricordare bene,

               se le informazioni da ricordare sono loro familiari. In generale, comunque, ciò che si ricorda

               non è puramente il contenuto di un evento a cui assistiamo, ma è l’interpretazione

               dell’evento che è stata data al momento della codifica. Quando nessuna interpretazione
               dotata di senso è possibile, allora è quasi impossibile ricordare.

                     La seconda fase del processo di memorizzazione è quella della ritenzione

               dell’informazione, intendendosi con tale espressione il tempo intercorrente tra la percezione

               di un evento e  il ricordo dello  stesso. I rischi tipici di  questa fase  sono il decadimento
               dell’informazione, l’interferenza e l’eventuale apprendimento di informazioni esterne post-

               evento: il processo dell’oblio, infatti, non è dovuto tanto all’attenuarsi di una traccia, quanto

               invece alle modificazioni che essa  subisce.  Bisogna prima di tutto  tener presente che la
               memoria non è una  registrazione oggettiva, e che il soggetto non registra passivamente le

               informazioni,  ma  le processa,  trasformandole  ed  integrandole.  Le informazioni durante

               questa fase subiscono diverse influenze, dovute sia alle conoscenze pregresse del soggetto sia

               alle  informazioni  esterne  acquisite  anche  dopo  l’evento  (i  due  fenomeni  vengono

               rispettivamente indicati con i termini di interferenza retroattiva e proattiva). I contenuti della
               memoria a lungo termine riescono ad influenzare il modo in cui un evento viene percepito e

               codificato. Un esempio tipico è il processo di riconoscimento, che nella testimonianza

               rappresenta uno dei metodi migliori  per aiutare il testimone a ricordare. Vi sono diversi
               esperimenti, anche abbastanza noti ed ingegnosi, attraverso cui si può esaminare l’influenza

               delle  conoscenze  sulla  percezione.  Consiste  nella  somministrazione  di  figure cosiddette

               ambigue, cioè figure poco dettagliate e poco definite che proprio per questo si prestano a

               diverse interpretazioni, di solito almeno due. Di seguito sono proposti due esempi di figure
               ambigue.





















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