Page 26 - Quaderno 2017-12
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Alla luce delle riflessioni fin qui esposte appare chiaro quanto sarebbe auspicabile
seguire dei protocolli di intervista standardizzati, che preservino quanto più possibile sia
l’attendibilità della testimonianza sia l’integrità e la libertà morale del testimone. A questo
proposito uno strumento validissimo è rappresentato dall’Intervista Cognitiva, anch’essa
oggetto di specifico approfondimento nel prosieguo della tesi.
3. La deposizione in dibattimento
La sede naturale della deposizione testimoniale è il dibattimento, nel quale le
dichiarazioni dei testimoni o delle stesse vittime assumono un peso specifico determinante ai
fini processuali. Anche se durante la fase delle indagini preliminari il testimone viene
chiamato a fornire informazioni alla polizia giudiziaria, infatti, deve comunque rendere la
propria testimonianza durante il processo.
Secondo quanto previsto dal codice di rito la prova si forma in dibattimento, nel
contraddittorio tra le parti. Per questo le dichiarazioni rese durante le indagini preliminari alla
polizia giudiziaria non sono utilizzabili ai fini della decisione, ma devono trovare ulteriore
esternazione e conferma nell’aula di giustizia. Il dibattimento è il cuore del processo penale,
la massima espressione del principio del contraddittorio, in virtù del quale le parti si affrontano
con l’obiettivo di convincere il giudice della bontà della propria tesi. Esso è il terreno su cui
solitamente la difesa presenta argomenti che contrastano con la tesi dell’accusa e viceversa,
fermo restando l’onere della prova che rimane sempre in capo all’accusa. È durante il
dibattimento che prende forma quella verità processuale - che a volte può anche essere difforme
dalla verità storica - che è alla base del libero convincimento del giudice. Il processo è una
condizione sistemica, nella quale ogni figura reagisce al comportamento dell’altra, e quindi
vengono in rilievo anche le personalità, i modi di essere e le caratteristiche personali proprie
di ogni soggetto che compare all’interno del processo e interagisce con le altre figure.
Volendo instaurare un parallelismo, potremmo dire che il dibattimento è assimilabile ad un
teatro: il processo infatti si celebra, e tutte le figure hanno anche degli abiti di scena, perché
rappresentano le proprie funzioni più che sé stesse. Ogni parte è portatrice dei propri
interessi, e deve far sì che anche il giudice sposi questi interessi, poiché le nostre decisioni
sono intrise delle nostre emozioni, e il giudice non fa eccezione.
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