Page 21 - Quaderno 2017-12
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Ad esempio chiedere ad una persona se ha visto un gatto o chiederle se ha visto il gatto
implica già due risposte diverse, poiché nel secondo caso l’uso dell’articolo determinativo dà
per scontato che un gatto esiste ed è passato.
Molto simili a queste sono le domande contenenti valutazioni o descrizioni implicite,
avanzate per la prima volta dal soggetto che pone la domanda senza che il suo interlocutore
abbia in precedenza fatto riferimento a questi elementi. Altre domande ad alto grado di
suggestionabilità fanno leva sule aspettative implicite, offrendo suggerimenti e/o illazioni
derivanti da stereotipi generalmente accettati, presentandoli come altamente probabili o
logicamente conseguenti, rendendo così molto difficile rifiutarli o contraddirli.
Un meccanismo simile a quello appena descritto è quello che si verifica con le
domande in cui si esercita la pressione alla conformità, sfruttando la comparazione sociale o
la forza dell’autorità di chi intervista per minare la sicurezza dell’intervistato rispetto alla
propria memoria che non si conforma a quanto gli viene presentato come testimonianza o
opinione degli altri.
Ulteriori elementi che influiscono sulla suggestionabilità, ma sono esterni rispetto alla
domanda vera e propria ed al suo contenuto puramente cognitivo, sono le espressioni e le
intonazioni. Pur non essendo elementi propri del messaggio, giocano un ruolo fondamentale
nel più ampio meccanismo della comunicazione, rientrando a pieno titolo nella categoria del
linguaggio del corpo o paraverbale, in grado di influire in maniera rilevantissima sul
messaggio veicolato, sulla relativa percezione, e di conseguenza sulle risposte
dell’interlocutore.
Anche la ripetizione di domande è un espediente particolarmente suggestivo; tuttavia
gioca un ruolo fondamentale il momento in cui la domanda viene ripetuta: è molto diverso
se la ripetizione si presenta subito dopo la risposta oppure successivamente: infatti una
domanda ripetuta a distanza di tempo può servire a verificare eventuali incongruenze. La
ricerca scientifica, inoltre, ha dimostrato che nel corso di interviste le domande ripetute
possono effettivamente aumentare le prestazioni della memoria, venendo quindi in aiuto al
soggetto intervistato. Se, tuttavia, la ripetizione quasi letterale della domanda segue
immediatamente la risposta, questa esprimerà inequivocabilmente il malcontento
dell’intervistatore e l’implicito desiderio che la seconda risposta sia diversa dalla prima.
Un’eccezione a tale situazione è il caso in cui il soggetto che intervista indichi chiaramente di
non aver compreso la risposta o di volere semplicemente una conferma della risposta data.
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