Page 20 - Quaderno 2017-12
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Le domande suggestive possono essere a bassa suggestionabilità e ad alta
suggestionabilità. Le prime sono le domande aperte, che a loro volta si dividono in
identificative, di selezione, e dicotomiche. Le seconde invece, possono presentare, di volta in
volta, premesse, valutazioni o aspettative implicite idonee ad influenzare il teste nella
formulazione della risposta. Possono risultare importanti anche alcuni dettagli pratici
dell’intervista e del modo di porre le domande, come le espressioni o le intonazioni usate, la
formulazione di domande supplementari o ripetute, l’utilizzo di feedback negativi, promesse
e minacce. Andiamo ora ad analizzare più nel dettaglio ogni singolo tipo di domanda.
Le domande aperte sono quelle meno suggestive, poiché non veicolano alcuna
specifica informazione. Di solito, tali domande cominciano con espressioni come chi, cosa,
dove, come, quando, perché. Proprio per la libertà che lasciano al destinatario, andrebbero
adottate soprattutto nelle prime fasi dell’intervista. All’interno della categoria delle domande
aperte vi sono, come già detto, le domande identificative, quelle di selezione e quelle
dicotomiche. Le prime specificano la dimensione su cui deve vertere la risposta (colore,
taglia, forma, ecc.), senza fornire altre informazioni (di che colore era il cappotto?). Le seconde
pongono al destinatario diverse alternative, presupponendo che questi sappia qual è quella
corretta (era un uomo, una donna o non ti ricordi?). Una domanda di selezione può trasformarsi in
un quesito ad alta suggestionabilità quando limita il numero di alternative favorendo la
convinzione che le opzione non esplicitamente presentate sono per forza sbagliate (il cappotto
era bianco o rosso? senza aver ancora parlato di colore).
Le domande dicotomiche, che prevedono come risposta l’alternativa si/no o più in
generale vero/falso, possono essere ricomprese in quelle di selezione. In questo caso c’è
però da considerare il fatto che le risposte si o no non sono psicologicamente equivalenti,
poiché la negazione potrebbe presentarsi agli occhi dell’intervistato come una smentita nei
confronti dell’intervistatore.
Tra le domande con alto grado di suggestionabilità vi sono quelle inducenti con
premesse, ossia che contengono degli elementi di conoscenza che non si sono ancora
presentati nelle precedenti risposte. Rispondere ad una domanda del genere,
indipendentemente dalla risposta fornita, equivarrebbe, in qualche modo, ad accettare le
premesse della domanda stessa, dandole quindi per vere. Di questo fenomeno facciamo tutti
comunemente esperienza anche nella vita quotidiana.
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