Page 24 - Quaderno 2017-12
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Già nel  periodo a cavallo tra  XVI e XVII secolo, Francesco Bacone   affermava:
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               «Quando l’intelletto abbia adottato un’opinione, questa riconduce a sé a sostegno e conferma
               ogni altra cosa, e anche qualora sul versante opposto possano ritrovarsi un gran numero e

               peso di esempi, questi  vengono disprezzati e negletti, o altrimenti posti a latere, e infine

               respinti cosicché la grave e perniciosa  predeterminazione che  ne  consegue assicura il

               permanente indiscusso del primitivo convincimento».
                     È fondamentale, quindi, che chi indaga abbia una visione quanto  più oggettiva e

               distaccata dei fatti, rimanendo pronto a vagliare tutte le informazioni ed ipotesi disponibili.

                     Si intuisce subito che attraverso quello che potremmo definire come un effetto butterfly,

               anche piccole ed incolpevoli disattenzioni o scelte inappropriate nella gestione del rapporto
               con il  testimone possano avere ripercussioni importanti  non tanto ai fini della validità

               processuale dell’atto, quanto alla sua effettiva utilità in termini di giustizia.

                     Per far fronte alle criticità esposte vi sono molteplici tecniche volte sia ad aumentare
               l’affidabilità e la ricchezza di dettagli nei resoconti di vittime e testimoni, sia ad individuare

               eventuali fallacie e contraddizioni presenti  nei racconti. Tali procedure si incentrano

               prevalentemente sull’uso di specifiche strategie conversazionali e maieutiche, ma il progresso

               tecnologico  negli  ultimi anni ha permesso di utilizzare anche  sistemi fotografici per la

               riproduzione della scena del crimine, creando piattaforme multimediali all’interno delle quali il
               teste muove il proprio resoconto. Un esempio interessantissimo è costituito dal sistema della

               realtà immersiva  messo a punto dal Reparto Analisi Criminologiche del Ra.C.I.S. . Questo
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               innovativo sistema consente di vagliare l’attendibilità del  testimone attraverso una
               riproduzione virtuale del suo resoconto, che evolve man mano che vengono immesse nuove

               informazioni e si modifica in base a queste. L’operatore di polizia, in pratica, riesce a muoversi

               nella realtà risultante dalle dichiarazioni del  testimone ed ha la possibilità di vagliare ogni

               singola dichiarazione circa l’evento. Tale  sistema, però, risulta utilissimo solamente ai fini

               investigativi, poiché in dibattimento non può essere utilizzato, potendo  potenzialmente
               sortire  l’effetto  di  forzare  il  resoconto  testimoniale,  dal  momento  che  il  teste  potrebbe

               modificare le proprie  dichiarazioni in base a quello che man mano emerge dalla realtà

               immersiva.








               17   Filosofo, giurista e politico inglese, (Londra 22 gennaio 1561 - 9 aprile 1626).
               18   Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche.

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