Page 179 - Quaderno 2017-12
P. 179

Il reato di false indicazioni sull’identità personale è un reato-spia,  strategicamente

               importantissimo e di straordinaria rilevanza per contrastare alla radice questo fenomeno
               criminale,  ed anche per cercare di porvi argine attraverso una razionalizzazione elementi

               identificavi certi in mano alla forze dell’ordine. Oggi una eventuale e diffusa giurisprudenza

               omogenea che, di fatto, vada a vanificare questo reato considerandolo  seriamente

               “bagatellare”, e dunque non punibile per  tenuità del fatto, offre indirettamente ed
               involontariamente, ai criminali predatori stranieri, un rafforzamento delle proprie strategie

               d’azione. Si di fatto, ad azzerare un baluardo preventivo su cui poggia una ricca fetta delle

               strategie di contrasto  a tale tipo di criminalità; la quale, proprio in assenza di dati

               identificativi certi, ha un presidio incredibilmente importante per garantirsi l’impunità. Se le
               prime sentenze in ordine all’applicazione dell’istituto al reato in oggetto dovessero diventare

               sistematiche, il messaggio che potrà diffondersi all’interno di queste bande criminali è che da

               oggi esiste una concreta possibilità di sfuggire al sistema sanzionatorio penale facendo quello
               che è stato da sempre il sogno di ogni criminale di origine straniera: fornire false generalità

               alla polizia per  diventare, di fatto,  un  fantasma invisibile e girare tranquillamente per

               delinquere sul territorio. E vero che con i moderni sistemi identificativi incrociati, questo

               pericolo, può in qualche modo essere fortemente contratto; e gli “alias” di cui sono ricche le

               comunicazioni di notizie di reato ed i carteggi processuali ne son una conferma tangibile. Ma,
               è anche altrettanto vero, che il reato in questione resta un baluardo potenzialmente

               fondamentale per contrastare alla radice questa strategia della criminalità predatoria. In

               alcune situazioni le false generalità sono ancora un elemento importante che può incidere in
               ordine alla prevenzione e repressione di ogni reato. Questa impostazione è, difatti, avvalorata

               da un dato storico.  La legge  n. 125/08 non  ha apportato  modifiche alla formulazione di

               questa condotta penalmente rilevante, ma ha previsto un inasprimento delle pene per tale

               reato,  che vanno oggi  da  uno  a cinque  anni;  mentre  prima  era  prevista la pena  della
               reclusione fino ad un anno in  alternativa  alla multa.  Come  si vede, il legislatore,  ha

               originariamente aggravato la pena per questo reato, proprio per i motivi di cui stiamo trattando.

               E per questo, almeno  singolare, che  dopo qualche anno,  e a  fronte della crescita e  della

               diffusione della criminalità predatoria che, proprio su tale reato-spia, fonda una delle proprie
               strategie di invulnerabilità, lo stesso reato oggetto di aggravamento di pena nel 2008, viene oggi

               sottoposto al regime  “bagatellare”  della  particolare tenuità. Considerando che questa

               innovazione normativa, comporta uno spettro di applicazione di illeciti penali molto vasto, la

               polizia giudiziaria appare particolarmente esposta alle novità di questa disciplina legislativa.


                                                             177
   174   175   176   177   178   179   180   181   182   183   184