Page 175 - Quaderno 2017-12
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In tale categoria vi confluiscono sia quei reati così detti “bagatellari”, ma anche
fattispecie che comportano un offesa di grande intensità per la vittima; sia in termini di
valore dei beni sottratti sia in termini di violenza psicologica, ma sempre più spesso anche
fisica, subita. Ma, oltre alle differenze in termini di fattispecie criminali, emergono anche
notevoli differenze in termini di autori di tali reati. Vi è, in particolare, una categoria di autori
che desta non poche preoccupazioni; in termini di perseguibilità e di efficacia preventiva
dell’attuale sistema repressivo. La criminalità predatoria, essenzialmente basata sulla capacità
di aggregazione di criminali comuni, tende a strutturarsi in cellule organizzative a
composizione rapidamente variabile tese alla commissione di reati specifici, seriali,
sproporzionati tra danno procurato e profitto dotate di elevatissima mobilità, grande
interscambiabilità dei ruoli e assoluta mancanza di vincoli inibitori. Essa, nel permanere
particolarmente pervasiva, appare accrescere la propria aggressività, manifestandosi anche
con azioni di inusitata violenza rispetto allo scopo delittuoso che si prefigge o al valore del
bene che si intende sottrarre. “Mentre i reati contro il patrimonio presi singolarmente sono considerati
reati di basso livello, il crimine organizzato contro la proprietà da bande di criminali crea un forte allarme
sociale tra le popolazioni. Peraltro, l’impatto economico della criminalità organizzata in danno della
proprietà comprende crescenti costi connessi con il miglioramento della sicurezza di immobili privati e
commerciali così come un aumento dei premi assicurativi. L’uso della violenza e delle armi aumenta il
generale senso di insicurezza causato dai reati contro il patrimonio” . Oggi ci troviamo oggi di fronte
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ad una nuova criminalità seriale e per bande di origine straniera che utilizza il nostro
territorio per fini predatori sistematici come se fosse un grande bancomat a cielo aperto; si
tratta di “criminali giuridici” esperti che hanno individuato, e sfruttano, alcuni punti deboli
del nostro sistema giuridico per aggirare le norme ed ottenere le “scarcerazioni facili”, cioè
quel fenomeno delle “porte girevoli” che sconcerta l’opinione pubblica. A livello nazionale è
oggettivo e manifesto anche sulle cronache, il problema che vede molto spesso casi di arresti
in flagranza di reato per delitti di tipo predatorio e/o di aggressione alle persone con
scarcerazione dopo poche ore o pochi giorni degli autori i quali, anche se la responsabilità
del fatto criminale è conclamata, ottengono quasi immediatamente la libertà. Questo,
altrettanto oggettivamente e notoriamente, genera spesso sorpresa e riprovazione tra i
cittadini e smarrimento e delusione tra le forze di polizia che operano con grande fatica e
difficoltà sul territorio.
101 SOCTA 2013, Serious and Organized Crime Threat Assessment, di EUROPOL.
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