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autorizzata  ovvero quando questa  omissione abbia comunque determinato una

               compromissione rilevante del potere  di controllo dell’amministrazione  competente sulle
               attività potenzialmente inquinanti.

                     Deve aversi riguardo alla situazione nel caso concreto, valutando, ad esempio in ipotesi

               di scarichi o di emissioni in aria,  la tipologia dello scarico o della  emissione,  il tempo

               dell’attività abusivamente svolta,  la rispondenza  sostanziale dell’impianto  ai requisiti che
               avrebbero consentito il rilascio  dell’autorizzazione non preventivamente richiesta e  il

               comportamento della parte in relazione alla gravità della colpa nella situazione concreta e

               altri.  Non pare peraltro condivisibile l’affermazione secondo la quale, con  particolare

               riferimento ai reati ambientali, tanto più è degradato l’ambiente in cui la condotta viene posta
               in essere, tanto più facilmente  potrà  pervenirsi ad un giudizio di particolare tenuità della

               condotta,  sotto il profilo  del danno  o del pericolo cagionati, in  relazione del  pregresso,

               irreversibile degrado, perché non può ritenersi affatto irrilevante l’aggravamento ulteriore di
               una situazione preesistente, ancorché caratterizzata da una significativa compromissione, in

               quanto anche  un  minimo contributo  inquinante incide negativamente, quanto  meno sul

               grado di  contaminazione, nonché  su tempi  e costi di eventuali successive  operazioni  di

               messa in  sicurezza, bonifica o, comunque, finalizzate ad un recupero  delle condizioni

               originarie. Un aspetto non scontato, in tale ambito, è quello relativo alla figura della persona
               offesa nei reati ambientali.  Occorrerà prestare particolare attenzione, trattando i reati

               ambientali nell’individuazione della persona offesa, la quale corrisponde al soggetto titolare

               dell’interesse direttamente protetto dalla norma penale e la cui  lesione o esposizione a
               pericolo costituisce l’essenza dell’illecito, poiché la  comunicazione da parte del P.M. che

               richiede l’archiviazione è sempre  dovuta.  La persona offesa  potrà essere individuata

               nell’amministrazione comunale ed in  quella regionale  per ciò che concerne le violazioni

               edilizie,  nell’ente preposto alla tutela del vincolo per le violazioni paesaggistiche  o delle
               norme a tutela delle aree protette per le violazioni ambientali, nello Stato, cui spetta la tutela

               dell’interesse collettivo  alla  salubrità dell’ambiente, ovvero nella pubblica amministrazione

               che direttamente esercita le attività di controllo e di prevenzione per impedire possibili forme

               di  aggressione  al bene  protetto dalla norma che possano derivare dalle attività illecite  dei
               gestori degli impianti, il cui esercizio è, perciò, subordinato al controllo dell’amministrazione

               competente a provvedere al rilascio di un’autorizzazione.







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