Page 126 - Quaderno 2017-12
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autorizzata ovvero quando questa omissione abbia comunque determinato una
compromissione rilevante del potere di controllo dell’amministrazione competente sulle
attività potenzialmente inquinanti.
Deve aversi riguardo alla situazione nel caso concreto, valutando, ad esempio in ipotesi
di scarichi o di emissioni in aria, la tipologia dello scarico o della emissione, il tempo
dell’attività abusivamente svolta, la rispondenza sostanziale dell’impianto ai requisiti che
avrebbero consentito il rilascio dell’autorizzazione non preventivamente richiesta e il
comportamento della parte in relazione alla gravità della colpa nella situazione concreta e
altri. Non pare peraltro condivisibile l’affermazione secondo la quale, con particolare
riferimento ai reati ambientali, tanto più è degradato l’ambiente in cui la condotta viene posta
in essere, tanto più facilmente potrà pervenirsi ad un giudizio di particolare tenuità della
condotta, sotto il profilo del danno o del pericolo cagionati, in relazione del pregresso,
irreversibile degrado, perché non può ritenersi affatto irrilevante l’aggravamento ulteriore di
una situazione preesistente, ancorché caratterizzata da una significativa compromissione, in
quanto anche un minimo contributo inquinante incide negativamente, quanto meno sul
grado di contaminazione, nonché su tempi e costi di eventuali successive operazioni di
messa in sicurezza, bonifica o, comunque, finalizzate ad un recupero delle condizioni
originarie. Un aspetto non scontato, in tale ambito, è quello relativo alla figura della persona
offesa nei reati ambientali. Occorrerà prestare particolare attenzione, trattando i reati
ambientali nell’individuazione della persona offesa, la quale corrisponde al soggetto titolare
dell’interesse direttamente protetto dalla norma penale e la cui lesione o esposizione a
pericolo costituisce l’essenza dell’illecito, poiché la comunicazione da parte del P.M. che
richiede l’archiviazione è sempre dovuta. La persona offesa potrà essere individuata
nell’amministrazione comunale ed in quella regionale per ciò che concerne le violazioni
edilizie, nell’ente preposto alla tutela del vincolo per le violazioni paesaggistiche o delle
norme a tutela delle aree protette per le violazioni ambientali, nello Stato, cui spetta la tutela
dell’interesse collettivo alla salubrità dell’ambiente, ovvero nella pubblica amministrazione
che direttamente esercita le attività di controllo e di prevenzione per impedire possibili forme
di aggressione al bene protetto dalla norma che possano derivare dalle attività illecite dei
gestori degli impianti, il cui esercizio è, perciò, subordinato al controllo dell’amministrazione
competente a provvedere al rilascio di un’autorizzazione.
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