Page 114 - Quaderno 2017-12
P. 114
Non è chiara la differenza tra le due tipologie di condotte, né se ad esse debba
ricondursi l’ipotesi del reato continuato o del concorso formale di reati. Sulla compatibilità
del reato continuato con la causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p., si è d’altra parte
espressa in senso negativo la Corte di Cassazione . Secondo la Suprema Corte la
19
commissione di più reati unificati ex art. 81 cpv. c.p. esclude il presupposto della non
abitualità del comportamento. Diversa è peraltro la linea seguita in sede di prima
applicazione dell’istituto da una parte della giurisprudenza di merito. In relazione
all’accertamento del requisito della non abitualità si pone poi il problema della rilevanza del
precedente iscritto nel casellario giudiziale.
Come si è accennato in premessa, infatti, il d.gls. n. 28/2015 ha modificato l’art. 3 del
testo unico in materia di casellario giudiziale prevedendo l’iscrizione, oltre che dei
provvedimenti giudiziari definitivi già elencati alla lett. f), anche di «quelli che hanno
dichiarato la non punibilità ai sensi dell’art. 131-bis del c.p.» .
20
Un orientamento, avallato dalla Relazione e, ancor prima, dalla ratio legis, esclude il
presupposto della non abitualità del comportamento dando rilievo alla mera presenza di
provvedimenti di applicazione dell’art. 131-bis, compresi i decreti di archiviazione. Se è vero
che la soluzione è andata incontro a critiche da parte della dottrina, che ha ravvisato un
possibile contrasto con la presunzione di non colpevolezza fino alla condanna definitiva, art.
27 co. 2 Cost., è altre sì vero che, diversamente opinando, risulterebbero in buona parte
vanificate le esigenze di economia processuale sottese all’istituto. Ora vedremo nello
specifico i due parametri per valutare la particolare tenuità, come prevista dall’istituto, e le
problematiche che li riguardano.
2.1 La particolare tenuità
Pur in assenza di un’esplicita gerarchia fra i due “indici-criteri” , il presupposto
21
relativo all’offesa è da ritenersi l’elemento fondante la particolare tenuità, ossia alla base della
non punibilità; mentre il requisito della non abitualità del comportamento sottende la
volontà del legislatore di prendere preventivamente in considerazione esigenze delimitative
dell’operatività dell’istituto.
19 Cass. pen., Sez. III, 28 maggio 2015, n. 29897.
20 D.P.R. 14 novembre 2002, n. 313.
21 In questi termini la Relazione che accompagna lo schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei
Ministri il 1° dicembre 2014, par. 3.
112

