Page 99 - Quaderno 2017-11
P. 99
Nonostante questo, tuttavia, tale porzione di lavoratori professionali rappresenta ancora
una categoria non trascurabile sia in termini di importanza che di quantità, essendo formata da
soggetti cui sono affidate le cosiddette compétences régaliennes, vale a dire funzioni pubbliche che
tradizionalmente rappresentano il nucleo essenziale della sovranità dello Stato . Tale ambito,
12
infatti, comprende il personale diplomatico e della carriera prefettizia, il personale militare e dei
corpi di polizia, magistrati e avvocati dello Stato, docenti universitari e il personale delle autorità
indipendenti. La scelta di assoggettare tali categorie di dipendenti pubblici alle norme del
pubblico impiego in senso stretto nasce, evidentemente, dalla delicatezza e dall’importanza delle
funzioni pubbliche a loro affidate.
1.2. Aspetti salienti del pubblico impiego non contrattualizzato
Il rapporto di pubblico impiego è di natura di pubblicistica ed è quel particolare tipo di
rapporto di servizio che si instaura normalmente per effetto di un atto formale di nomina, tra lo
Stato ed i soggetti privati che svolgono la loro attività alle dipendenze dell’ente, per il
soddisfacimento dei suoi fini istituzionali, con vincolo di subordinazione gerarchica e dietro
retribuzione predeterminata in sede normativa . In merito all’atto di nomina, occorre precisare
13
che, allo stato attuale, anche sulla base dell’opinione della Suprema Corte e del Consiglio di
Stato, ciò che conta non è tanto l’atto materialmente considerato, quanto la volontà della
specifica Pubblica Amministrazione di dar vita ad un rapporto di impiego (o di servizio).
Il pubblico impiego non contrattualizzato rappresenta un ambito nel quale la
regolamentazione del rapporto di servizio, dalla costituzione all’estinzione e dallo svolgimento
alle eventuali modificazioni, avviene sulla base della legge o di altre fonti dell’ordinamento: per
questo motivo si parla di disciplina unilaterale (con le dovute eccezioni, come ad esempio la
concertazione), dal momento che ciò che rileva in seno al rapporto è la sola volontà
dell’Amministrazione, secondo la cosiddetta tesi autoritativa .
14
12 Così Stefano BETTINI, Istituzioni di diritto amministrativo, a cura di Sabino CASSESE, Milano, Giuffré, ed. 2012,
cap. IV, p. 150.
13 Così Laura RAINALDI, Impiego pubblico, in DIGESTO PUBBLICO (1993).
14 In questo senso Cons. St., IV sez., 6 agosto 2014, n. 4194, secondo cui: “In materia di rapporto di lavoro con le
pubbliche amministrazioni (non già contrattualizzato, ma ex lege in regime di diritto pubblico, ivi compresa la disciplina del
momento genetico del rapporto), la discrezionalità dell’amministrazione (ed il conseguente sindacato giurisdizionale del giudice, nei
limiti in cui questo è consentito), deve tenere senz’altro conto della particolarità e delicatezza delle funzioni che l’aspirante deve
svolgere, essendo confacente ad un corretto uso del potere discrezionale procedere a valutazioni che lo contestualizzano con la
natura delle funzioni”.
97

