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Con riguardo a questo principio vi sono delle problematiche legate al rapporto tra i
principi aziendalistici ed il valore costituzionale del buon andamento ; merita menzione, inoltre,
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la discussione circa il fondamento giuridico del principio .
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Il principio del buon andamento della Pubblica amministrazione, sebbene non
esplicitamente richiamato nel testo della Legge 241 del 1990, sarebbe riconducibile ai concetti di
economia, efficienza ed efficacia dell’attività amministrativa .
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L’imparzialità della Pubblica amministrazione, che vede nell’art. 97 Cost. un fondamento
normativo di carattere precettivo, si sostanzia all’interno della disciplina di interesse nel
richiamo alla predeterminazione delle modalità di assegnazione di sovvenzioni, contributi e
sussidi effettuato dall’art. 12.
2.2 Il trasferimento nel pubblico impiego contrattualizzato
La mobilità nel pubblico impiego contrattualizzato si suddivide in trasferimenti d’ufficio e
a domanda. Questa bipartizione si sostanzia nella diversa importanza che assumono gli interessi
in gioco. Mentre nel trasferimento disposto dalla Pubblica amministrazione risulta agevole
intuire la preponderanza dell’interesse pubblico, in quello a domanda, al contrario, è l’interesse
del singolo a prevalere. Ovviamente, in quest’ultimo caso, l’istanza del dipendente troverà un
limite nell’esigenza del rispetto dell’art. 97 Cost.
La mobilità a domanda è, solitamente, accompagnata da una procedura concorsuale tra gli
aspiranti al posto; è importante sottolineare come la posizione del lavoratore sia identificabile in
un interesse legittimo, a tutela del quale sarà esperibile la richiesta di risarcimento del danno nei
7 GRASSO Ottavio, ibidem: l’autore rimarca il parere di autorevole dottrina che ha elaborato il concetto di
principio di legalità strumentale al buon andamento, parlando della legalità dei risultati. A conferma di questo
orientamento vi sarebbe il richiamo alla discussione in seno all’art. 21-octies della L. 241 del 1990 che costituisce
un emblema della cosiddetta legalità di risultato. A tal proposito si segnala come sul tema sia intervenuta la Corte
costituzionale, con ordinanza 29 aprile - 26 maggio 2015, n. 92 (Gazz. Uff. 3 giugno 2015, n. 22, 1ª Serie
speciale), dichiarando la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 21-octies,
comma 2, primo periodo, sollevata in riferimento agli artt. 3, 97, 24, 113 e 117, primo comma, della
Costituzione (NdA).
8 Sul tema sono state proposte diverse teorie: tale principio sarebbe, infatti, ravvisabile nella lettura congiunta
degli artt. 13, 23 e 41 Cost. ma ciò determinerebbe una applicazione dello stesso limitata alle sole materie
coperte da riserva di legge. Ecco, pertanto, la considerazione che l’atto amministrativo, così come quello
giudiziale, sarebbe soggetto alla legge (artt. 24, 113 e 110 Cost.). Parte della dottrina ravvisa il fondamento della
legalità, invece, nell’art. 97 Cost. ed in particolare nella capacità della legge di disciplinare non solo
l’organizzazione dell’amministrazione ma anche le modalità di esercizio della stessa.
9 Interessante a tal proposito sono le pronunce della Corte costituzionale (cosi come riportate in GRASSO O., I
principi generali dell’attività amministrativa in CORRADINO Michele (a cura di), Il procedimento amministrativo, G.
Giappichelli Editore, 2010), sul sistema dello spoil system. Consentire che il dirigente decada dal suo incarico
contestualmente alla cessazione della carica dell’organo politico comporterebbe, secondo la Corte, una
violazione della regolarità e continuità amministrativa, nonché la violazione degli artt. 97 e 98 Cost.
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