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2009, consente di approdare “una modalità di azione step-by-step, funzionale a conseguire,
assai più realisticamente, una serie di obiettivi parziali in sequenza”218 per raggiungere il
risultato finale di una riforma processuale di natura garantista. In quest’ottica, dunque,
devono essere lette la direttiva 2010/64/UE prima e, la direttiva 2012/13/UE poi.
218 S. CIAMPI, La direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sul diritto all’informazione nei procedimenti penali, in
Dir. penale contemporaneo, 2012, cit., p. 4.

