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                                          CAPITOLO II

        La decisione quadro n. 2002/584/GAI sul mandato di arresto europeo

1. Premessa

      La decisione quadro relativa al mandato d’arresto europeo e alle procedure di
consegna tra gli Stati membri è stato il primo strumento adottato dall’Unione per dare
attuazione al principio del mutuo riconoscimento delle decisioni giudiziarie ed è anche il
primo ad essere entrato concretamente in vigore a partire dal l Gennaio 2004.

      Anche se la decisione quadro è stata formalmente adottata solo in occasione del
Consiglio dei Ministri della Giustizia ed Affari interni (GAI) di Lussemburgo del 13
giugno 200214, l’accordo tra tutti i responsabili politici degli Stati membri era stato già
raggiunto sin dal Dicembre 2001, a pochi mesi di distanza dai tragici attentati dell’11
Settembre. Il Consiglio europeo di Tampere del 15 e 16 ottobre 1999 costituì un
momento centrale e portante ai fini della svolta europeista in atto da decenni. Vennero
affermati alcuni capisaldi ad oggi ancora in corso di realizzazione, a partire dalla garanzia
della libertà non solo per i cittadini dell’Unione, ma anche per quanti fossero
“legittimamente indotti dalle circostanze a cercare accesso nel nostro territorio” (punto 3),
come dalla creazione di uno spazio autentico di giustizia in cui “i criminali non devono
poter sfruttare le differenze esistenti tra i sistemi giudiziari degli Stati membri” e ciò
rendendo anche gli ordinamenti giuridici maggiormente compatibili e convergenti (punto
5).

      La sezione B delle conclusioni adottate nel Consiglio europeo di Tampere invita al
rafforzamento del reciproco riconoscimento delle decisioni giudiziarie e delle sentenze (n.
33)15 in ambito civile e penale; in materia penale alla rapida ratifica delle convenzioni UE

14 Il testo della decisione quadro è pubblicato in G.U.C.E., 18 luglio 2002, n. L 190.
15 Consiglio europeo di Tampere, 15 e 16 ottobre 1999, n. 33: «In materia penale, il Consiglio europeo

   invita gli Stati membri a ratificare rapidamente le convenzioni UE del 1995 e 1996 sull’estradizione.
   Esso ritiene che la procedura formale di estradizione debba essere abolita tra gli Stati membri per
   quanto riguarda le persone che si sottraggono alla giustizia dopo essere state condannate
   definitivamente ed essere sostituita dal semplice trasferimento di tali persone, in conformità dell’art.6
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