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Le attività umane e le condizioni ambientali
e più concrete misure di tutela ambientale. In linea generale, tali orga-
nizzazioni si distinguono in locali e nazionali, a seconda dell’ambito di
operatività, e in associazioni e partiti, a seconda che operino solo sul
piano culturale o anche sul piano politico.
È comunque da precisare che anche i partiti che propugnano la rea-
lizzazione di più generali fini politici dimostrano oggi un sempre mag-
giore interesse per i problemi concernenti la necessità di conciliare svi-
luppo e tutela della natura. Attualmente i problemi ambientali conti-
nuano ad imporsi, in tutta la loro gravità, all’attenzione dell’opinione
pubblica e, anzi, in alcuni casi presentano aspetti ancora più complessi
rispetto al passato, perché negativamente influenzati da vari fattori (am-
pliamento dei settori di intervento dell’uomo, miglioramento delle ca-
pacità tecnologiche, aumenti degli insediamenti abitativi, ecc.).
Tale situazione ha comportato e comporta un crescente interesse da
parte di molti settori del mondo scientifico, politico e giuridico. Ormai,
infatti, la tutela ambientale è vista come un “problema globale” ed è ri-
tenuta correlabile a specifici principi morali, quali, ad esempio, la neces-
sità di difendere un bene considerato patrimonio comune dell’umanità
o la necessità di assicurare adeguate condizioni di vita alle generazioni
future, ecc. (v. Laura Pineschi: “La protezione dell’ambiente in
Antartide”, CEDAM, Padova, 1993).
Un breve cenno va fatto alla teoria della “responsabilità solidale “ (v.
tra gli altri Karl Otto Apel, Paolo Becchi, Paul Ricoeur: “Hans Jonas - Il
filosofo e la responsabilità”, Albo Versorio, Milano, 2004), intesa come
necessità di assicurare che l’equilibrio tra tutela della natura e progresso
sia garantito sia a livello nazionale sia a livello internazionale e tenendo
anche conto delle esigenze delle generazioni future.
Sulla base di tali principi oggi è generalmente riconosciuto che le
condizioni di vita e le economie nazionali ed internazionali non posso-
no prescindere dall’attuazione di iniziative non ristrette in delimitati
ambiti territoriali, proiettate verso il futuro e volte a considerare deter-
minati beni come fonte di salute e di ricchezza.
Da quanto precedentemente esposto si desume che il rapporto uo-
Anno
mo-natura ha subito, nel tempo, una lenta evoluzione. Infatti, le paure
primordiali e le iniziali posizioni basate su sensazioni istintive sono sta-
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