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Le attività umane e le condizioni ambientali


               Per quanto concerne la natura, di particolare rilievo (cfr. Marino
            Serini: “La Scuola medica salernitana e i suoi aforismi”, ed. Verso il
            2000, Salerno, 1972) è l’aforisma che di seguito si trascrive: «Ecco che
            dà sollievo alla vista: sorgenti, distese d’acqua, prati; al mattino contem-
            pla i monti, a vespro volgiti verso le acque».
               Esula dalla presente trattazione ogni considerazione circa l’effettiva
            efficacia della surriportata prescrizione che è inserita in un ampio com-
            plesso di consigli terapeutici e che, in ogni caso, appare veramente rile-
            vante se considerata con riferimento all’epoca della sua formulazione.
               Le osservazioni scientifiche e filosofiche cui si è accennato sono sta-
            te precedute e poi affiancate da credenze di vario tipo. Al riguardo, è da
            rilevare che, in alcune culture delle epoche più lontane, la natura, in
            quanto spontanea fornitrice di beni, era considerata una dea-madre
            meritevole di assoluto rispetto e che alcuni popoli Indios dell’America
            del Sud hanno conservato, sostanzialmente immutata, questa concezio-
            ne fino a tempi relativamente recenti. Inoltre, presso alcuni popoli pri-
            mitivi era diffusa la convinzione che tutte le cose fossero animate e che
            tutti i fenomeni fossero correlabili alla volontà di spiriti, di cui bisogna-
            va assicurarsi la benevolenza con preghiere e sacrifici.
               Secondo alcuni studiosi, è configurabile una certa continuità tra
            l’animismo e le religioni politeistiche. Queste ultime, infatti, trovavano
            il loro presupposto logico nel fatto che in un lontano passato i fenome-
            ni naturali, non essendo spiegabili sul piano razionale, erano correlati a
            forze sconosciute che, per la loro capacità di produrre eventi positivi o
            negativi, venivano identificate in esseri superiori.
               Il processo di divinizzazione cui si è accennato ha avuto una delle sue
            più chiare manifestazioni nelle civiltà greca e romana con la configura-
            zione degli dei del sole (Apollo), del mare (Poseidon-Nettuno), ecc.
               Va evidenziato che anche in epoche lontane risultano adottate con-
            crete misure per difendere la natura. In particolare meritano di essere
            ricordate le disposizioni dettate da Federico II (1194-1250) per discipli-
            nare alcune attività che potevano ripercuotersi negativamente sulla sa-     7
            lubrità dell’ambiente. Alcuni di detti provvedimenti stabilivano le di-     n.  -
            stanze minime dai centri abitati per l’esecuzione di alcune fasi (macera-   III
            zione, ecc.) della lavorazione del lino e della canapa, la destinazione da
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