Page 214 - SilvaeAnno03n07-005-005-Sommario-pagg.004.qxp
P. 214
Le attività umane e le condizioni ambientali
Per quanto concerne la natura, di particolare rilievo (cfr. Marino
Serini: “La Scuola medica salernitana e i suoi aforismi”, ed. Verso il
2000, Salerno, 1972) è l’aforisma che di seguito si trascrive: «Ecco che
dà sollievo alla vista: sorgenti, distese d’acqua, prati; al mattino contem-
pla i monti, a vespro volgiti verso le acque».
Esula dalla presente trattazione ogni considerazione circa l’effettiva
efficacia della surriportata prescrizione che è inserita in un ampio com-
plesso di consigli terapeutici e che, in ogni caso, appare veramente rile-
vante se considerata con riferimento all’epoca della sua formulazione.
Le osservazioni scientifiche e filosofiche cui si è accennato sono sta-
te precedute e poi affiancate da credenze di vario tipo. Al riguardo, è da
rilevare che, in alcune culture delle epoche più lontane, la natura, in
quanto spontanea fornitrice di beni, era considerata una dea-madre
meritevole di assoluto rispetto e che alcuni popoli Indios dell’America
del Sud hanno conservato, sostanzialmente immutata, questa concezio-
ne fino a tempi relativamente recenti. Inoltre, presso alcuni popoli pri-
mitivi era diffusa la convinzione che tutte le cose fossero animate e che
tutti i fenomeni fossero correlabili alla volontà di spiriti, di cui bisogna-
va assicurarsi la benevolenza con preghiere e sacrifici.
Secondo alcuni studiosi, è configurabile una certa continuità tra
l’animismo e le religioni politeistiche. Queste ultime, infatti, trovavano
il loro presupposto logico nel fatto che in un lontano passato i fenome-
ni naturali, non essendo spiegabili sul piano razionale, erano correlati a
forze sconosciute che, per la loro capacità di produrre eventi positivi o
negativi, venivano identificate in esseri superiori.
Il processo di divinizzazione cui si è accennato ha avuto una delle sue
più chiare manifestazioni nelle civiltà greca e romana con la configura-
zione degli dei del sole (Apollo), del mare (Poseidon-Nettuno), ecc.
Va evidenziato che anche in epoche lontane risultano adottate con-
crete misure per difendere la natura. In particolare meritano di essere
ricordate le disposizioni dettate da Federico II (1194-1250) per discipli-
nare alcune attività che potevano ripercuotersi negativamente sulla sa- 7
lubrità dell’ambiente. Alcuni di detti provvedimenti stabilivano le di- n. -
stanze minime dai centri abitati per l’esecuzione di alcune fasi (macera- III
zione, ecc.) della lavorazione del lino e della canapa, la destinazione da
Anno
SILVÆ 223

