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Dall’ “Essere-tempo” all’“ecostoria”
crescita postbellica cominciavano sì a migliorare il livello di vita medio
ma anche a dar luogo a fenomeni di degrado ambientale, negativi per la
qualità della vita e della salute umana. Nel 1970 movimenti studente-
schi spontanei proclamarono il 22 aprile “giorno della terra”.
Cominciava a delinearsi una consapevolezza delle dimensioni globali
del problema.
Anche se i primi trattati internazionali in materia ambientale risalgo-
no alla metà del 1800 e le prime convenzioni al 1900 (convenzioni sulla
caccia alle balene, 1946, pesca internazionale, ecc.), il primo vero ap-
puntamento della storia dell’ecodiplomazia è nel 1972. Quell’anno a
Stoccolma si è svolta la prima di una serie di conferenze internazionali,
sotto l’egida dell’ONU, per definire obiettivi di tutela dell’ambiente (un
“Piano d’azione” che avrebbe dovuto influenzare le politiche ambien-
tali internazionali dei decenni successivi, ed il Programma Ambiente
delle Nazioni Unite).
Un posto di rilievo merita la commissione Brundtland (così denomi-
nata dal primo ministro norvegese che la presiedeva), costituita dalle
Nazioni Unite nel 1983 al fine di individuare una serie di raccomanda-
zioni per un “Agenda globale per il cambiamento”. Il rapporto della
commissione Brundtland pubblicato nel 1987 con il titolo “Il nostro
futuro comune” e recepito dall’Onu nel 1989, introdusse il concetto di
“sviluppo sostenibile”, ossia un nuovo tipo di sviluppo, che pur consi-
derando le esigenze umane di progresso ed evoluzione, non danneg-
giasse il delicato equilibrio degli ecosistemi, che rendono possibile la vi-
ta sulla terra.
Per avviare il programma di sviluppo sostenibile è stato creato il
GEF (Global Environment Facility), strumento finanziario per proget-
ti di tutela ambientale nei Paesi in via di sviluppo. Il citato risultato è
stato il punto di partenza del “Vertice mondiale su Ambiente e
Sviluppo”, organizzato a Rio de Janeiro nel 1992, che ha segnato un
cambiamento di impostazione nella strategia globale, improntato al
concetto di sviluppo sostenibile e di cui il principale documento pro- 7
dotto è “Agenda 21”, adottato da quasi 200 governi nazionali. n. -
I maggiori obiettivi definiti riguardano: il controllo delle emissioni III
dei gas che favoriscono l’effetto serra; la conservazione delle foreste;
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