Page 213 - SilvaeAnno03n07-005-005-Sommario-pagg.004.qxp
P. 213

Le attività umane e le condizioni ambientali


               del mondo esterno. Alcuni di questi aspetti hanno formato oggetto di
               studi anche nel più lontano passato. In proposito è da ricordare che, tra
               le varie problematiche affrontate da Ippocrate (460-377 a.C.), sono
               comprese quelle relative alla capacità di adattamento dell’uomo ed al-
               l’importanza dell’ambiente, non solo per la vita degli esseri viventi, ma
               anche per la stessa organizzazione sociale e politica delle collettività.
               Anche nelle opere di Aristotele (384-322 a.C.) si rinvengono riferimenti
               alle possibili ripercussioni delle condizioni geografiche (unitamente a
               quelle economiche e sociali) sulla vita degli uomini.
                  Premesso che sarebbe molto difficile procedere ad un’elencazione di
               tutti i pensatori che, in passato, hanno trattato l’argomento, sembra do-
               versi rilevare che molti filosofi hanno fatto riferimento al principio atti-
               vo che ha dato origine alla natura, principio da alcuni ravvisato in Dio
               (spiritualisti) e da altri considerato una forza materiale (seguaci del na-
               turalismo, del materialismo, ecc.).
                  Difficile appare anche un esame di tutte le strutture e di tutti i movi-
               menti che si sono interessati della natura o che, con le loro attività, volonta-
               riamente o involontariamente, hanno influenzato le condizioni ambientali.
                  In proposito è da ricordare (v. Mariachiara Tallacchini: “Diritto per
               la natura - Ecologia e filosofia del diritto”, ed. Giappichelli, Torino) che
               le strutture monastiche hanno operato in passato e, in misura ridotta,
               continuano ad operare come centri di tutela ambientale, perché assicu-
               ravano e, almeno in parte, assicurano un certo equilibrio tra popolazio-
               ne (numericamente limitata) e territorio (di solito sufficiente a soddisfa-
               re le esigenze dei proprietari e dei loro aiutanti). È da aggiungere che in
               passato il rapporto tra monachesimo e natura era influenzato in manie-
               ra molto incisiva dalle particolari posizioni soggettive degli appartenen-
               ti ad alcuni ordini religiosi come, ad esempio, la quasi assoluta passività
               rispetto agli eventi naturali (Francescani) o la partecipazione attiva ai
               processi produttivi (Benedettini).
                  Del tutto diversa, per contenuto e finalità, è l’attenzione rivolta alla
               natura dalla Scuola medica salernitana, struttura la cui origine si perde
               nella notte dei tempi e che, fino alla sua estinzione (1811), ha operato
               con alterne vicende, raggiungendo, in alcuni periodi del medioevo, no-
          Anno
          III
               tevole successo e vasta notorietà.
          -
          n.
          7
         222 SILVÆ
   208   209   210   211   212   213   214   215   216   217   218