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Le attività umane e le condizioni ambientali
del mondo esterno. Alcuni di questi aspetti hanno formato oggetto di
studi anche nel più lontano passato. In proposito è da ricordare che, tra
le varie problematiche affrontate da Ippocrate (460-377 a.C.), sono
comprese quelle relative alla capacità di adattamento dell’uomo ed al-
l’importanza dell’ambiente, non solo per la vita degli esseri viventi, ma
anche per la stessa organizzazione sociale e politica delle collettività.
Anche nelle opere di Aristotele (384-322 a.C.) si rinvengono riferimenti
alle possibili ripercussioni delle condizioni geografiche (unitamente a
quelle economiche e sociali) sulla vita degli uomini.
Premesso che sarebbe molto difficile procedere ad un’elencazione di
tutti i pensatori che, in passato, hanno trattato l’argomento, sembra do-
versi rilevare che molti filosofi hanno fatto riferimento al principio atti-
vo che ha dato origine alla natura, principio da alcuni ravvisato in Dio
(spiritualisti) e da altri considerato una forza materiale (seguaci del na-
turalismo, del materialismo, ecc.).
Difficile appare anche un esame di tutte le strutture e di tutti i movi-
menti che si sono interessati della natura o che, con le loro attività, volonta-
riamente o involontariamente, hanno influenzato le condizioni ambientali.
In proposito è da ricordare (v. Mariachiara Tallacchini: “Diritto per
la natura - Ecologia e filosofia del diritto”, ed. Giappichelli, Torino) che
le strutture monastiche hanno operato in passato e, in misura ridotta,
continuano ad operare come centri di tutela ambientale, perché assicu-
ravano e, almeno in parte, assicurano un certo equilibrio tra popolazio-
ne (numericamente limitata) e territorio (di solito sufficiente a soddisfa-
re le esigenze dei proprietari e dei loro aiutanti). È da aggiungere che in
passato il rapporto tra monachesimo e natura era influenzato in manie-
ra molto incisiva dalle particolari posizioni soggettive degli appartenen-
ti ad alcuni ordini religiosi come, ad esempio, la quasi assoluta passività
rispetto agli eventi naturali (Francescani) o la partecipazione attiva ai
processi produttivi (Benedettini).
Del tutto diversa, per contenuto e finalità, è l’attenzione rivolta alla
natura dalla Scuola medica salernitana, struttura la cui origine si perde
nella notte dei tempi e che, fino alla sua estinzione (1811), ha operato
con alterne vicende, raggiungendo, in alcuni periodi del medioevo, no-
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tevole successo e vasta notorietà.
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