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Dall’ “Essere-tempo” all’“ecostoria”
la lotta alla desertificazione, la salvaguardia della biodiversità; la lotta
alla povertà e la distribuzione equa delle risorse del pianeta.
L’Agenda 21 costituisce il più importante documento programmati-
co della storia dell’ecodiplomazia internazionale. L’agenda è divisa in
quattro sezioni che riguardano, rispettivamente, le dimensioni eco-
nomiche e sociali, la conservazione e la gestione delle risorse per lo
sviluppo, il rafforzamento del ruolo delle forze sociali, gli strumenti
di attuazione.
A Rio sono state firmate, altresì, le Convenzioni sulla biodiversità,
per conservare la diversità biologica e l’uso sostenibile delle sue risorse
e la Convenzione sul clima, che si pone l’obiettivo finale della stabiliz-
zazione delle concentrazioni dei gas serra nell’atmosfera. Tali impor-
tanti risultati non sono stati proseguiti nel 1997 alla conferenza di
Kyoto, i paesi industrializzati si sono impegnati sì a ridurre del 5% ri-
spetto al 1990 le emissioni di gas serra entro il 2012, ma nessuno dei
Paesi partecipanti ha ratificato l’impegno. Gli obiettivi di Agenda 21 so-
no stati, altresì, ridiscussi nel 2002 nel vertice mondiale sullo sviluppo
sostenibile di Johannesburg, a Durban nel 2003, a Bangkok nel 2004, a
Montreal nel 2005.
Sulla scia degli analizzati incontri, numerosi sono i dipartimenti e le
commissioni istituite (Commissione per lo sviluppo sostenibile del
1993, Dipartimento per il coordinamento delle politiche di sviluppo
sostenibile, ecc…). Tali iniziative però presentano luci ed ombre. Senza
dubbio, un aspetto positivo è dato dall’istituzione delle aree protette e
degli enti preposti alla loro tutela (Parchi Nazionali) ove si applicano
pienamente le linee definite dagli accordi internazionali. Note deluden-
ti, tuttavia, sono rappresentate dall’avanzare della desertificazione e dal-
lo scarso controllo del cambiamento climatico.
A tutt’oggi sono in corso iniziative per attuare “L’Agenda 21” e pro-
seguire sulla scia già delineata, ma ciò accade molto spesso a livello lo-
cale ad opera soprattutto di amministrazioni ed istituzioni locali che si
prodigano al fine di creare le condizioni per preservare l’ambiente e la
vita umana, mentre devono essere perfezionate le politiche ecologically
correct, e tendere, in particolare a livello mondiale, ad un’equità sociale
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tra popoli ed individui, evitando il verificarsi di disastri ecologici. 4
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