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Studi, ricerche e indagini per circoscrivere la parassitosi che danneggia le api e i loro prodotti
milari i quali non hanno portato a risultati analoghi.
Nelle api operaie, comunque, la femmina adulta dell’acaro, entrata
nella cella, scivola lentamente tra la larva e la parete della cella stessa
(Figura 3).
Figura. 3 - Ciclo riproduttivo del Varroa in una cella di Apis mellifera
operaia. La fondatrice, 60 ore circa dopo l’opercolatura, depone il primo
uovo sulla parete della cella. Tale uovo non fecondato darà origine ad un
maschio mentre altre uova (cinque o più), deposte ad intervalli di circa
30 ore e fecondate, daranno vita a femmine. Le uova del Varroa si schiu-
dono in poco più di 30 ore e le larve, passando attraverso le fasi di proto-
ninfa e deutoninfa, subiscono una serie di trasformazioni sino al rag-
giungimento della forma adulta. 220 ore dopo l’opercolatura il maschio e
la prima femmina adulta si accoppiano vicino al cumulo fecale. Dopo po-
che ore anche le altre femmine saranno pronte per l’accoppiamento. A
300 ore dall’opercolazione, l’ospite emerge dalla cella con la “fondatri-
ce” e con le femmine fecondate mentre le femmine immature ed il ma-
schio muoiono nella cella.
In seguito all’opercolazione, la fondatrice si immerge nel nutrimento
destinato alla larva dell’ape nel fondo della cella e vi rimane per circa 5 ore.
La respirazione dell’acaro avviene tramite strutture respiratorie mo-
dificate che permettono la sopravvivenza dell’insetto anche nel cibo
larvale. In questo intervallo di tempo la larva dell’ape inizia a nutrirsi e
successivamente si appresta alla tessitura del bozzolo. Il Varroa sale al-
lora sulla larva e si nutre per la prima volta dell’emolinfa dell’ospite.
Sembra inoltre che gli acari siano in grado di nutrirsi anche di picco-
le quantità di polline, gelatina reale e miele.
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Quando il bozzolo è tessuto, l’ape entra in una fase preninfale immo-
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