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Studi, ricerche e indagini per circoscrivere la parassitosi che danneggia le api e i loro prodotti
bile, durante la quale la Varroa fondatrice costruisce un’accumulazione
fecale. La fondatrice percorre tutta la parete della cella prima di scegliere
un posto per defecare e per le defecazioni successive tornerà sempre
nello stesso punto. Come vedremo, l’accumulazione fecale rivestirà una
grande importanza, sia per la fondatrice sia per la sua discendenza.
Dopo essersi nutrita sull’ape, la fondatrice, 60 ore circa dopo l’oper-
colatura, depone il primo uovo sulla parete della cella proprio sotto al-
l’opercolo, luogo ove è improbabile che venga danneggiato dalla muta
dell’ospite. Tale uovo non fecondato darà origine ad un maschio men-
tre altre uova (cinque o più), deposte successivamente ad intervalli di
circa 30 ore e precedentemente fecondate, daranno vita a femmine.
Le uova del Varroa si schiudono entro 30-36 ore e le larve, passando
attraverso le fasi di protoninfa e deutoninfa, subiscono una serie di tra-
sformazioni sino al raggiungimento della forma adulta.
Il maschio adulto è pronto ad accoppiarsi già dopo 190 ore dalla de-
posizione. L’accoppiamento avviene necessariamente con le femmine
generate dalla stessa fondatrice non appena queste abbiano raggiunto
la maturità (Donze G. et al., 1994).
Il luogo prescelto per l’accoppiamento con la prima femmina è quasi
sempre vicino al punto di accumulazione fecale, il quale pertanto sem-
bra rivestire una importanza nodale nel favorire l’incontro tra gli acari.
Quando anche la seconda figlia raggiunge la maturità, il maschio la-
scia subito la prima per accoppiarvisi, e ciò si ripete sino a quando tut-
te le femmine della covata non abbiano raggiunto la maturità e siano
state fecondate.
Contrariamente a quanto si supponeva in passato, è stato osservato
che la femmina di Varroa può essere fecondata solo nella cella dove è
nata giacché subito dopo l’accoppiamento una parte del suo apparato
genitale regredisce al punto di impedire ogni possibilità di accoppia-
mento futuro. Dunque, se in una cella il maschio dovesse morire prima
dell’accoppiamento, le femmine rimarranno necessariamente e irrever-
sibilmente sterili e non fecondate. 7
Nel momento in cui l’ape sfarfalla le femmine adulte fecondate, così n. -
come la fondatrice, usciranno dalla cella con l’ape stessa iniziando una III
fase foretica. Le figlie ancora immature, invece, non possedendo un appa-
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SILVÆ 195

