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Studi, ricerche e indagini per circoscrivere la parassitosi che danneggia le api e i loro prodotti
Studi recenti (Anderson D. et al., 2000) sul DNA mitocondriale di
acari provenienti da diverse zone dell’Asia, sembrano evidenziare l’esi-
stenza di cinque o sei specie sorelle del Varroa jacobsoni scoperto da
Jacobson nel 1904. L’acaro conosciuto con questo nome è in realtà ap-
partenente alla specie Varroa destructor in grado di riprodursi sulla Apis
mellifera a differenza della specie che ha conservato il nome di Varroa ja-
cobsoni parassita esclusivo della Apis cerana.
Morfologicamente la femmina del Varroa si presenta di colore ros-
so-brunastro, ellissoidale (forma adatta al parassitismo e alla foresia)
con dimensioni di 1,5-2 mm di larghezza e 1-1,5 mm di lunghezza
(Fries I. et al., 1994). Il maschio ha invece una forma più rotondeggian-
te, non adatta al parassitismo, è di colore bianco-grigiastro e possiede
dimensioni inferiori rispetto alla femmina (Figura 2).
Figura 2 - Femmina di Varroa adulta vista ventralmente (a sinistra)
e anteriormente (a destra); maschio adulto visto ventralmente (in basso)
L’acaro presenta quattro paia di zampe robuste, ricoperte di peli e
setole che terminano con una ventosa. L’apparato boccale è di tipo
pungente succhiante ed è provvisto di cheliceri, cioè lame dentate che
lacerano il tegumento delle api e delle larve per permettere l’estrazione
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dell’emolinfa dell’ospite. Nel maschio, come verrà spiegato successiva-
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mente, l’apparato boccale non ha la funzione alimentare ma viene uti-
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