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Studi, ricerche e indagini per circoscrivere la parassitosi che danneggia le api e i loro prodotti


            esse il tempo di opercolatura è decisamente maggiore rispetto a quello
            delle covate di operaie. Ed infatti normalmente da una cella di fuco
            possono fuoriuscire da due a quattro Varroa feconde, a differenza delle
            celle di operaie in cui solo una o due femmine feconde normalmente
            seguono le api nello farfallamento.
               Sebbene il rapporto tra il Varroa e l’Ape cerana non abbia conse-
            guenze patogene, l’effetto del parassita sulle api mellifere è catastrofico
            principalmente a causa della diffusione di microrganismi e virosi che
            penetrano attraverso le ferite prodotte dalla lacerazione dei tessuti delle
            api. Sembra infatti che il Varroa sia vettore ed attivatore di diversi virus,
            in particolare del virus delle “ali deformi” e della “paralisi acuta”.
               Il virus delle ali deformi ha una progressione lenta mentre il virus
            della paralisi acuta determina la morte delle api colpite nel giro di pochi
            giorni. Il Varroa non solo determina il trasferimento dei virus dalle api
            malate a quelle sane, ma con la propria saliva sembra indurre un’immu-
            nodeficienza nell’ape ospite la quale non è quindi più in grado di op-
            porre ai virus efficaci barriere difensive.


            Ricerche per arginare la diffusione dell’acaro
               Purtroppo i trattamenti chimici utilizzati per arginare la diffusione
            dell’acaro non hanno costituito la soluzione definitiva al problema var-
            roasi soprattutto per l’elevato rischio di sviluppo di resistenza del pa-
            rassita agli acaricidi utilizzati. Infatti i trattamenti determinano automa-
            ticamente la selezione di eventuali mutanti capaci di sopravvivere.
               È auspicabile invece che la ricerca sull’argomento venga indirizzata
            soprattutto ad approfondire lo studio di ceppi di api resistenti al
            Varroa, cercando in tal modo di individuare i fattori che stimolano e de-
            terminano la tolleranza al parassita. Ad esempio, una breve durata di
            opercolatura è stata spesso indicata come un importante fattore di tol-
            leranza delle api al parassita. In particolare, studi sulla cronologia dello
            sviluppo dell’acaro hanno dimostrato che la maggior parte delle api
            mellifere operaie fuoriescono dalla cella dopo circa 280 ore dall’oper-     7
            colazione, mentre la prima femmina adulta di acaro appare dopo circa        n.  -
            233 ore dalla chiusura dell’opercolo e la seconda dopo 258 ore              III
            (Rosenkranz P. e Engles W., 1994). Per tal motivo due o tre femmine
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