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Studi, ricerche e indagini per circoscrivere la parassitosi che danneggia le api e i loro prodotti
del Varroa possono accoppiarsi ed essere fecondate prima dello sfarfal-
lamento dell’ape.
Basandosi su questi studi, si potrebbe arrivare a selezionare geneti-
camente dei ceppi di A. mellifera con tempi di sviluppo più corti con un
conseguente influsso frenante sull’aumento delle popolazioni di acari.
Studi recenti hanno tuttavia minimizzato l’importanza del periodo
c.d. di “postcapping” sulle dinamiche di riproduzione del parassita
(Martin S., 1998). Nella lotta contro il Varroa potrebbe sicuramente ri-
velarsi utile ampliare le conoscenze circa i casi di mortalità dei maschi
degli acari, molto numerosi nell’A. mellifera. Questo significherebbe in-
fatti ottenere femmine non fertili non in grado di riprodursi, neanche
nelle celle di ospiti nuovi (Martin S. et al., 1997).
La sterilità delle femmine del Varroa come probabile fattore di tolle-
ranza al parassita è stata analizzata anche in colonie di api “africanizzate”
del Messico le quali sembrano possedere una discreta resistenza agli at-
tacchi dell’insetto. Il tasso di fertilità si è rilevato tuttavia relativamente
costante sia nelle colonie di api africanizzate, sia in quelle europee tanto
da non permettere di spiegare per questa via la riscontrata tolleranza di
alcuni ceppi di api nei confronti dei parassiti.
Ulteriori approfondimenti meriterebbe anche il meccanismo di at-
trattività della covata. Comprendere in che modo la ridotta attrattività
di una covata vada ad influire sulle possibilità di riproduzione del
Varroa porterebbe da un lato a spiegare la tolleranza di alcune colonie
di api, dall’altro contribuirebbe alla elaborazione di un’efficace strate-
gia di lotta contro l’acaro. A tale proposito infatti occorre ricordare co-
me sia stata osservata una inferiore attrattività delle covate di api africa-
nizzate del Messico, tolleranti al Varroa, rispetto a quella delle covate
delle api europee.
Una ricerca in questa direzione nonché lo studio comparativo sulle
sostanze chimiche e sugli ormoni prodotti dalle larve e dagli adulti delle
api, potrebbero dunque fornire elementi fondamentali per la lotta al
parassita. Su questa linea Anderson e Fuchs (1998) hanno evidenziato
come api del miele australiane, attaccate dagli acari presenti su popola-
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zioni di api diffuse in Germania, non venissero invece infestate da acari
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della Nuova Guinea.
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