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Storia e attualità nella politica del paesaggio in Italia e in Europa


            nel paesaggio dei nuovi impianti, i quali in molti casi favoriscono l’elimi-
            nazione degli aspetti tradizionali, già in fase di abbandono per motivi
            economici, introducendo con gli impianti di arboricoltura dal legno ele-
            menti spesso estranei al contesto paesistico. Non ci si è posti in sostanza
            il problema del continuo degrado dei tratti culturali del paesaggio rurale
            europeo e dell’opportunità di modulare certe politiche in relazione alle
            esigenze dei vari territori dell’Unione, né degli effetti che tali politiche
            avrebbero avuto sul paesaggio. Come d’altronde non si è presa in consi-
            derazione la possibilità di sviluppare il settore dei servizi al paesaggio.
               Negli anni ’90, il dibattito sulla selvicoltura in Europa si è concentra-
            to in particolare sulla definizione e l’attuazione dei principi dalla gestio-
            ne forestale. Il percorso si è sviluppato a partire dal 1993 attraverso i la-
            vori della Conferenza Ministeriale Europea per la Protezione delle
            Foreste (MCPFE), organizzata in seguito alla Conferenza ONU di Rio
            de Janeiro del 1992, su ambiente e sviluppo. I lavori dell’MCPFE  hanno
            portato alla stesura di una combinazione di criteri ed indicatori, soprat-
            tutto ecologici ed economici, senza tenere in sufficiente considerazione
            i valori storici e culturali dei boschi europei, che si cerca adesso di inseri-
            re attraverso le linee guida precedentemente ricordate. Il 15 dicembre
            1998, con l’approvazione della risoluzione (1999/C/56/01) sulla
            Strategia forestale dell’Unione europea, il Consiglio afferma che
            l’Unione europea può positivamente contribuire all’implementazione di
            una gestione forestale sostenibile e promuovere il ruolo multifunzionale
            delle foreste, riconoscendo agli Stati membri il ruolo e la responsabilità
            nella formulazione delle politiche forestali. Si tenta così di avviare una
            vera e propria strategia forestale comune, rappresentata principalmente
            dal riordino delle azioni forestali portate avanti a vario titolo dalla
            Comunità e in accordo con gli impegni internazionali assunti in materia
            di foreste a Rio de Janeiro nel 1992 attraverso i lavori dell’MCPFE.
               La strategia proposta dalla risoluzione del Consiglio definisce quindi
            una serie di azioni forestali che si vanno ad integrare con le altre politi-
            che, incoraggiando anche la partecipazione di tutte le parti in causa.      7
            Tale strategia trova la sua attuazione mediante piani forestali nazionali   n.  -
            o regionali e si attiene ai criteri guida della gestione forestale sostenibile,  III
            e del ruolo multifunzionale da esse svolto (ecologico, economico e so-
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