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Anima, civiltà, paesaggio nella visione di Oswald Spengler
tegrazione. La crescita dell’economia sembra essere giunta ad un muro,
che si chiama sostenibilità ambientale. Lo sviluppo vertiginoso della
tecnologia sembra essere giunto ad un limite oltre il quale i “mezzi”
sfuggono di mano ai loro creatori e si innalzano a “fini” in sé, proce-
denti con cieca fatalità. La crisi demografica dell’Occidente ricorda con
impressionante analogia quella dell’Impero Romano, alla quale invano
Augusto cercò di porre rimedio con la sua legge “de maritandis”.
Siamo giunti al fatale tramonto? Oswald Spengler aveva previsto la
conclusione della vita biologica dell’“organismo” europeo, tuttavia la
sua intelligenza era assai remota dalle becere credenze degli autori “apo-
calittici”. Il tramonto di una civiltà non è la fine del mondo, se in grem-
bo ad una civiltà millenaria che segue il suo corso fatale comincia a ger-
mogliare una nuova “anima di civiltà” su un rinnovato “paesaggio”.
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Note
Apparso nella prima edizione nel 1918, Il Tramonto dell’Occidente fu presto venduto in cento-
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mila esemplari, nonostante il momento non fosse proprio adatto alle approfondite letture. O,
forse, proprio per questo…
2 “Cesarismo” è un termine utilizzato da Spengler per indicare la figura di un dittatore cari-
smatico che riesce ad affermarsi col favore degli strati popolari in una fase in cui gli equilibri
tradizionali di casta sono già compromessi: il riferimento storico è ai tiranni delle Poleis gre-
che, ai grandi tribuni della storia romana, e ovviamente allo stesso Gaio Cesare. Data questa
connotazione di partenza Spengler nutrì (ricambiate) simpatie per il dittatore italiano Benito
Mussolini, al contrario fu sempre alieno da qualsiasi apprezzamento nei confronti di Adolf
Hitler. Sulle relazioni complesse di Spengler con il suo tempo cfr. A. Romualdi, “Correnti
politiche e ideologiche della destra tedesca dal 1918 al 1932”, Ed. L’Italiano, 1981.
3 Sulle critiche al pensiero di Spengler cfr. l’introduzione (a cura di Stefano Zecchi) all’ultima
edizione de Il Tramonto dell’Occidente, Guanda, 1999.
4 Le scoperte degli ultimi anni hanno smentito l’ipotesi che le civiltà umane siano sorte nel
bacino tra l’Eufrate e il Nilo. Il ritrovamento di una complessa struttura megalitica risalente
al 5000 a.C. nell’area di Dresda suggerisce che una forma altissima di civiltà si era irradiata
nell’Europa Centrosettentrionale nel periodo successivo alla fine della Glaciazione (che per
Spengler segna gli albori della preistoria umana).
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Questa interpretazione di Spengler viene sostanzialmente confermata dall’opera del grande
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storico delle religioni Mircea Eliade, che peraltro in India visse negli anni della giovinezza,
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