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Anima, civiltà, paesaggio nella visione di Oswald Spengler
Per i detrattori, Spengler era invece il classico esponente dell’irra-
zionalismo tedesco che paradossalmente si esprimeva nella costruzio-
ne di sistemi complessi, affascinanti nel loro artificio. Benedetto
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Croce considerò Il Tramonto dell’Occidente come un’opera di supremo
dilettantismo, davvero “decadente” nella sua ambizione di aver sco-
perto la “formula” della vita delle civiltà. Una formula per giunta de-
dotta dal ciclo delle esistenze vegetative: nascita-crescita-fioritura-frut-
tificazione-declino-morte.
Tra amanti e nemici del filosofo della storia si colloca ovviamente
una terza categoria di critici che assegna alla storiografia filosofica di
Spengler gli stessi pregi e difetti già in passato attribuiti alla filosofia
storicista di Hegel; che rileva cioè il carattere forzato di molti aspetti del
“sistema”, ma coglie anche le innumerevoli considerazioni di genio dis-
seminate tra le maglie del “sistema”.
In questo articolo considereremo un aspetto centrale del discorso di
Spengler: la triangolazione tra forme esteriori di una civiltà, l’anima di
una civiltà, il paesaggio. Ogni grande civiltà ha un’anima e un paesag-
gio: sorge su un determinato paesaggio e in esso esprime una peculiare
“anima”.
2. Il Nilo, le stelle, il giardino, la maya
Per Oswald Spengler, parlare di umanità in generale non rende ono-
re alla dignità della nostra specie. L’“umanità” in generale è solo un
concetto zoologico, e per comprendere appieno le potenzialità degli
uomini, le loro capacità creative, la straordinaria varietà dei sentimenti
morali dei gusti è necessario far riferimento al concetto di “civiltà”. Da
un lato Spengler dà per certo che i valori delle civiltà siano relativi, d’al-
tra parte è pronto a cogliere nella vita delle varie civiltà analogie struttu-
rali, punti di passaggio, di evoluzione e di crisi che in maniera sempre
diversa si ripetono. La vita di Caravaggio fu molto diversa da quella di
Colombo e tuttavia entrambi ebbero una infanzia, entrambi una adole-
scenza carica di premonizioni delle loro facoltà, entrambi in vecchiaia si 7
ritrassero dalla vita consegnando all’umanità un lascito immortale. Allo n. -
stesso modo la civiltà greca e quella sorta dalle invasioni germaniche III
dell’alto medio evo pur seguendo strade diverse mostrano significative
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