Page 108 - SilvaeAnno03n07-005-005-Sommario-pagg.004.qxp
P. 108
Biodiversità e gestione sostenibile degli ecosistemi forestali
l’uomo e determina la sua crescita culturale. È un circolo virtuoso che,
attraverso tale consapevolezza, porta l’uomo ad un’attenzione crescen-
te verso l’ecosfera. La natura dell’uomo è la sua cultura e l’uomo perce-
pisce la natura attraverso la cultura (Patrone, 2005).
Conclusioni
La conservazione della biodiversità sarà possibile se sarà consentito
l’utilizzo “sostenibile” delle risorse naturali. Sarà, dunque, necessario mu-
tare il metodo: l’ecosfera deve essere utilizzata come risorsa rinnovabile e
non come miniera dalla quale prelevare tutto quanto possa occorrere fi-
no al suo totale esaurimento. La gestione forestale deve allontanarsi dalle
sterili pratiche selvicolturali che guardano esclusivamente al raggiungi-
mento del bosco “normale”; alla conservazione della perpetuità della
provvigione attraverso interventi finalizzati alla mera produzione di le-
gname senza alcuna attenzione alla pericolosa semplificazione dell’ecosi-
stema che ne possa derivare. Ogni intervento di coltivazione dovrà trova-
re il proprio viatico nella “sostenibilità ambientale” in modo che, anche a
costo di rinunciare a qualche metro cubo di legname prodotto o tonnel-
lata di CO 2 assorbita, possa sempre essere preservata ed accresciuta la
biodiversità e, quindi, la stabilità ecofisiologica della biocenosi.
L’utilizzazione degli ecosistemi per il miglioramento della qualità
della vita dell’uomo non può e non deve essere condannata, come spes-
so avviene in talune posizioni riconducibili all’ambientalismo radicale.
L’agenda da seguire è quella dei criteri di perpetuità e stabilità.
In questa prospettiva la coesistenza dei principi di protezione e produ-
zione non dovrà più essere considerata un ossimoro ma potrà invece rap-
presentare il patto tra gli estremi “antropocentrico” ed “ecocentrico”.
La pianificazione forestale assurgerà, pertanto, ad un ruolo determi-
nante in quanto potrà qualificarsi quale unica attività in grado di modu-
lare gli interventi nel tempo e nello spazio e rendere possibile l’adozio-
ne, in ogni popolamento e in considerazione delle particolari forme
strutturali, di quelle forme di governo e trattamento che meglio possano
conciliare la diversità biologica con le particolari esigenze economiche;
Anno
una forma di operatività “sostenibile” anche in grado di svilupparsi nel
III
pieno rispetto del patrimonio storico e culturale delle popolazioni locali.
-
n.
7
114 SILVÆ

