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Strategie e politiche nelle relazioni tra agricoltura e biodiversità
nisce, in maniera non vincolante, i parametri di cooperazione interna-
zionale, per lo sviluppo sostenibile nei Paesi emergenti, l’integrazione
di ambiente e sviluppo nei processi decisionali, la conservazione e la
gestione delle risorse per lo sviluppo, la lotta alla deforestazione e alla
desertificazione, e infine uno sviluppo agricolo sostenibile.
Esistono poi invece convenzioni inderogabili come quella sul
Cambiamento climatico e quella sulle Diversità Biologiche (CBD).
La CBD riconosce i livelli di biodiversità all’interno della specie, tra le
specie e negli ecosistemi; la convenzione inoltre estende il concetto di
conservazione della diversità biologica anche agli aspetti culturali della
vita. La CBD ribadisce i principi internazionali della biodiversità: il prin-
cipio della prevenzione, della precauzione, della complementarietà e del-
la responsabilità comune. La Convenzione inoltre identifica la diversità
biologica come un diritto/dovere di tutti e comune a tutti; per raggiun-
gerla è necessaria una forte cooperazione a livello internazionale.
La CBD pone in rilievo anche gli aspetti che riguardano l’impor-
tanza economica della diversità genetica, manifestando l’esigenza di
elaborare un protocollo che riguardi la sicurezza biologica e le sue
modalità di applicazione. Nel 1999 per sopperire a questa mancanza
viene attivato il Protocollo di Cartagena, che regola il commercio de-
gli organismi geneticamente modificati e avverte dei possibili rischi
legati alla loro introduzione.
Inoltre, questo protocollo cerca di stabilire le regole di trattamen-
to, trasferimento e uso degli OGM, per evitare che questi possano
modificare ed interagire con la conservazione e l’uso sostenibile delle
biodiversità.
Nel 2002 a Johannesburg, dopo dieci anni dalla Conferenza di Rio, si
è svolto un summit allo scopo di verificare il grado di attuazione degli
impegni presi in campo ambientale stabiliti da Agenda 21 e individuare
le cause che hanno ostacolato la piena attuazione degli accordi relativi
alla Convenzione sulle Biodiversità.
Anche l’Unione europea nel 1993 ratifica la CBD mantenendo però 6
anche la propria legislazione e i programmi di azione per l’ambiente. n.
Nel 1998 la Commissione europea adotta una Strategia comunitaria - II
per la biodiversità, allo scopo di capire, e prevenire, le cause della ridu-
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