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Strategie e politiche nelle relazioni tra agricoltura e biodiversità
biente. La variabilità dell’ecosistema, quindi, oltre a garantire la diversi-
tà genetica, consente anche di superare con successo la ciclicità dei mu-
tamenti ambientali.
La definizione universalmente riconosciuta di diversità biologica è
quella utilizzata in occasione dell’Earth Summit di Rio de Janeiro nel
1992: «La variabilità degli organismi viventi di ogni origine, compresi,
fra gli altri, gli ecosistemi terrestri, marini e gli altri ecosistemi acquatici
ed i complessi ecologici dei quali fanno parte comprende la diversità
nell’ambito di ciascuna specie, tra le specie, nell’ambito degli ecosiste-
mi». Essa definisce quindi tre tipi di diversità biologica: la prima è detta
diversità genetica, e rappresenta la variabilità tra gli individui di una po-
polazione, tra le popolazioni di una specie e le diversità all’interno della
stessa specie; la seconda è la diversità di specie, che esprime il numero
di specie presenti in un territorio: le specie attualmente identificate, nel
mondo, sono circa 1,4 milioni, ma si stima ne esistano tra i 10 ed i 50
milioni; la terza ed ultima è la diversità ecosistemica, che è un comples-
so dinamico, costituito da un insieme di specie vegetali, animali e mi-
crobiologiche e dalla loro interazione con l’ambiente non vivente.
Alla conferenza di Rio sono stati individuati, inoltre, altri due tipi di
elementi che fanno parte del sistema biodiversità: la diversità culturale e
quella del paesaggio. Questi nuovi elementi, intimamente collegati ai si-
stemi produttivi e all’organizzazione sociale, influenzano in modo de-
terminante l’uso ed il consumo delle risorse naturali.
Occorre, a tale proposito, sottolineare come fino alla fine degli anni
’50 l’incremento di produzione delle derrate alimentari sia stato possi-
bile solo grazie allo sviluppo della Superficie Agricola Utilizzata (SAU),
mentre l’aumento della produttività della singola coltura sia stato quasi
impercettibile. Pertanto, dopo aver ottenuto la massima espansione del-
le superfici coltivate, si è proceduto ad un miglioramento significativo
delle singole specie con la graduale creazione di un ecosistema agricolo
notevolmente semplificato ma sicuramente impoverito.
I nuovi equilibri ecosistemici sono oggi in essere solo grazie ai con-
tinui interventi genetici, che hanno consentito alle diverse specie vege-
tali di adattarsi ai più vari sistemi di coltivazione. Si conoscono più di
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250mila specie di piante superiori; di queste, 3mila sono utilizzate dal-
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