Page 265 - SilvaeAnno02n06-005-Sommario-pagg.004.qxp
P. 265

Strategie e politiche nelle relazioni tra agricoltura e biodiversità


               biente. La variabilità dell’ecosistema, quindi, oltre a garantire la diversi-
               tà genetica, consente anche di superare con successo la ciclicità dei mu-
               tamenti ambientali.
                  La definizione universalmente riconosciuta di diversità biologica è
               quella utilizzata in occasione dell’Earth Summit di Rio de Janeiro nel
               1992: «La variabilità degli organismi viventi di ogni origine, compresi,
               fra gli altri, gli ecosistemi terrestri, marini e gli altri ecosistemi acquatici
               ed i complessi ecologici dei quali fanno parte comprende la diversità
               nell’ambito di ciascuna specie, tra le specie, nell’ambito degli ecosiste-
               mi». Essa definisce quindi tre tipi di diversità biologica: la prima è detta
               diversità genetica, e rappresenta la variabilità tra gli individui di una po-
               polazione, tra le popolazioni di una specie e le diversità all’interno della
               stessa specie; la seconda è la diversità di specie, che esprime il numero
               di specie presenti in un territorio: le specie attualmente identificate, nel
               mondo, sono circa 1,4 milioni, ma si stima ne esistano tra i 10 ed i 50
               milioni; la terza ed ultima è la diversità ecosistemica, che è un comples-
               so dinamico, costituito da un insieme di specie vegetali, animali e mi-
               crobiologiche e dalla loro interazione con l’ambiente non vivente.
                  Alla conferenza di Rio sono stati individuati, inoltre, altri due tipi di
               elementi che fanno parte del sistema biodiversità: la diversità culturale e
               quella del paesaggio. Questi nuovi elementi, intimamente collegati ai si-
               stemi produttivi e all’organizzazione sociale, influenzano in modo de-
               terminante l’uso ed il consumo delle risorse naturali.
                  Occorre, a tale proposito, sottolineare come fino alla fine degli anni
               ’50 l’incremento di produzione delle derrate alimentari sia stato possi-
               bile solo grazie allo sviluppo della Superficie Agricola Utilizzata (SAU),
               mentre l’aumento della produttività della singola coltura sia stato quasi
               impercettibile. Pertanto, dopo aver ottenuto la massima espansione del-
               le superfici coltivate, si è proceduto ad un miglioramento significativo
               delle singole specie con la graduale creazione di un ecosistema agricolo
               notevolmente semplificato ma sicuramente impoverito.
                  I nuovi equilibri ecosistemici  sono oggi in essere solo grazie ai con-
               tinui interventi genetici, che hanno consentito alle diverse specie vege-
               tali di adattarsi ai più vari sistemi di coltivazione. Si conoscono più di
          Anno
               250mila specie di piante superiori; di queste, 3mila sono utilizzate dal-
          II
          -
          n.
          6
         268 SILVÆ
   260   261   262   263   264   265   266   267   268   269   270