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Strategie e politiche nelle relazioni tra agricoltura e biodiversità
sperimentando nuove forme di riconversione agricola, incoraggiando
la selvicoltura naturalistica (Reg. 2080/92), sostenendo il turismo eco-
compatibile anche al di fuori delle aree protette e rendendo operative le
normative atte a prevenire catastrofi ambientali.
Obiettivi e strategie per il futuro
L’agricoltura è in grado di modificare profondamente la diversità
biologica di un ecosistema; ciò non implica che il degrado della biodi-
versità sia causato esclusivamente dal mondo agricolo, ma sicuramente,
una maggior attenzione ai sistemi di coltivazione ed allevamento po-
trebbe determinare il rinnovamento di ecosistemi distrutti o già forte-
mente danneggiati.
In Italia il rischio ambientale che riguarda la riduzione della biodiver-
sità è molto alto; il territorio, infatti, presenta la più elevata varietà di
specie animali e vegetali nell’ambito dell’area mediterranea. Questo pri-
vilegio è dato dalla favorevole posizione geografica, che ne determina la
forte varietà climatica e il ricco patrimonio di organismi animali e vege-
tali in grado di adattarsi alle diverse latitudini del territorio peninsulare.
Le strategie e gli obiettivi da perseguire per poter salvaguardare que-
sto grande patrimonio sono molteplici e interconnesse tra di loro; la
conservazione in situ attraverso la protezione di ampi tratti di territorio
è uno dei metodi per salvaguardare la biodiversità, come anche la con-
servazione ex situ del germoplasma di specie agrarie non più utilizzate o
a rischio estinzione, la creazione di una banca dati sempre aggiornata e
il monitoraggio continuo delle variazioni della biodiversità.
La conservazione in situ dell’area italiana è possibile soprattutto nelle
zone che prediligono ancora un’agricoltura di tipo tradizionale; queste,
infatti, sono spesso collocate all’interno di zone protette, così da garan-
tire la continuità nell’uso del suolo, una gestione dell’agroecosistema in
relazione alla biodiversità in esso presente e un accesso più agevole ai
regimi di sostegno alla produzione. Preservare le risorse naturali di un
determinato ambiente, non modifica il processo di evoluzione della di- 6
versità biologica. Questo tipo di tutela, infatti, rappresenta la principale n.
strategia per la conservazione e il ripristino delle diversità. Anche la sal- - II
vaguardia e la promozione dei prodotti di qualità o dei prodotti tipici,
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