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Il prezioso contributo della chimica analitica


               La donna, spaventata dal fuoco e dal fumo, fuggendo dall’incendio
            partito vicino all’abitazione in cui trascorreva le vacanze, sbagliò dire-  FOCUS
            zione e si ritrovò circondata dal fuoco che le ha impedito la fuga. Gli
            uomini del Corpo forestale dello Stato raccolsero poche indicazioni sul
            luogo da dove presumibilmente era partito il fuoco, tuttavia in quel luo-
            go prelevarono cinque reperti di detriti e rinvennero due cappi in filo
            metallico. Non c’erano testimoni oculari dell’episodio né altri elementi
            utili per le indagini.
               Il laboratorio dell’I.D.P.A. - C.N.R. di Padova accettò l’incarico di
            eseguire le indagini chimiche, nonostante la consapevolezza di dover af-
            frontare una vera e propria sfida per l’esiguità dei reperti a disposizione.
               I reperti su cui si è incentrato lo studio erano costituiti da detriti di
            vegetazione locale parzialmente combusta. I due cappi erano in filo di
            ferro, attorcigliato a formare una figura simile al numero 8. Il diametro
            dell’anello chiuso dei due cappi misurava 2,5 cm, mentre gli anelli aper-
            ti avevano forma e dimensione diversa. Si decise di affrontare lo studio
            su tre diversi fronti utilizzando come tecniche analitiche la gascromato-
            grafia accoppiata alla spettrometria di massa (GC/MS) per la ricerca de-
            gli acceleranti della combustione nei detriti. I cappi metallici furono
            analizzati mediante microscopia elettronica/spettroscopia a dispersio-
            ne di energia (SEM/EDS). Una serie di prove su ordigni incendiari co-
            struiti, provati ed analizzati in laboratorio costituivano i riferimenti per
            la ricerca di analogie o similitudini con i reperti.
               Due campioni di detriti risultarono positivi alla ricerca di acceleranti
            della combustione. La presenza della sequenza completa degli idrocar-
            buri alifatici C 10 - C 21 risultava evidente, insieme alla caratteristica distri-
            buzione a campana dei picchi ed alla presenza degli idrocarburi alifatici
            ramificati pristano e fitano. La sequenza di idrocarburi osservata era si-
            curamente attribuibile al gasolio come ampiamente descritto in lettera-
            tura. Infatti il cromatogramma identificava dieci picchi consecutivi di
            idrocarburi alifatici contro i cinque necessari all’attribuzione; inoltre
            erano presenti pristano e fitano tipici dei combustibili fossili. Una se-   5
            quenza di idrocarburi alifatici insaturi era anche presente, dovuta pro-    n.
            babilmente alla combustione di materiale plastico.                          -  II
               Basandosi su precedenti esperienze del Corpo forestale dello Stato si
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