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Il prezioso contributo della chimica analitica
ipotizzò che i cappi potevano essere stati usati come supporti per un or-
FOCUS digno artigianale a tempo, per innescare l’incendio. I materiali usati in
questo tipo di ordigno potevano essere fiammiferi insieme a sigarette
oppure dischetti di zolfo. Seguendo le precedenti indicazioni, due ordi-
gni incendiari furono costruiti in laboratorio per essere usati come rife-
rimento nell’analisi spettroscopica dei cappi campione. L’ordigno a zol-
fo era semplicemente un disco di zolfo con 2,5 cm di diametro e 1,5 cm
di spessore supportato da un cappio in filo di ferro. I dischetti di zolfo
sono ampiamente disponibili in commercio perché normalmente usati
per sterilizzare le botti per il vino prima del loro uso.
L’ordigno fiammiferi/sigaretta fu costruito circondando il filtro della
sigaretta con circa quaranta fiammiferi da cucina e fermando il tutto con
un cappio in filo di ferro. È da notare che per l’assemblaggio di tale ordi-
gno fu necessario avvolgere il cappio per quattro giri affinché l’insieme si-
garetta-fiammiferi fosse stabile. I cappi rinvenuti sul luogo dell’incendio
avevano un giro e mezzo giro rispettivamente. Ciò faceva propendere per
un uso esclusivo come supporto per appendere l’ordigno a qualche ramo.
Figura 5 - Gli ordigni di riferimento costruiti, provati ed analizzati in laboratorio
I cappi metallici analizzati mediante microscopia elettronica
(SEM/EDS) mostravano, sulla superficie, la presenza di particolari
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strutture a bastoncello. Lo spettrogramma EDS, oltre a ferro (Fe) e zin-
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