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Il prezioso contributo della chimica analitica
co (Zn) derivanti dal metallo evidenziava gli elementi fosforo (P), zolfo
(S), cloro (Cl) e potassio (K). FOCUS
La stessa analisi eseguita sul cappio dell’ordigno di riferimento a zol-
fo mostrava molte macchie irregolari sulla superficie metallica, la loro
composizione evidenziava gli elementi metallici ed un elevato picco di
zolfo. L’analisi del cappio metallico dell’ordigno di riferimento fiammi-
feri/sigaretta bruciato, mostrava sulla superficie metallica le stesse
strutture a bastoncello, con la stessa composizione osservata nei cappi
rinvenuti sul luogo dell’incendio.
L’ordigno fiammiferi/sigaretta nella simulazione di laboratorio im-
piegava otto minuti prima dell’accensione dei fiammiferi. La combu-
stione della sigaretta è in grado di autosostenersi con una temperatura
tra 600 e 750° C, alta a sufficienza per accendere i fiammiferi. I fiammi-
feri utilizzati per costruire in laboratorio l’ordigno sono i più comuni e
la loro composizione chimica include in genere 14 parti di sesquisolfu-
ro di fosforo (P 2 S 3 ) e 28 parti di potassio clorato (KClO 3 ) insieme ad al-
tri componenti minori.
Figura 6 - Analisi SEM/EDS di uno dei reperti metallici (cappi) rinvenuti
Non c’era evidenza certa sull’uso della sigaretta come ritardante ma
l’esperienza degli uomini del Corpo forestale dello Stato ed il tempo di
ritardo misurato erano plausibili con il suo uso. Al contrario l’ordigno a 5
zolfo, nonostante l’esatta corrispondenza del diametro doveva essere n.
escluso per la differenza tra i residui sui cappi ritrovati ed i residui os- - II
servati dopo combustione dell’ordigno a zolfo preparato in laboratorio.
Anno
SILVÆ 185

