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Studi per determinare le cause di innesco


               sugli incendi denominato “Base comune minima d’informazioni sugli

         FOCUS  incendi boschivi”. In osservanza a tale regolamento, ciascun incendio
               monitorato deve essere ascritto, secondo la sua origine presunta, in una
               delle quattro categorie di seguito riportate:
               - incendio di origine ignota;
               - incendio di origine naturale;
               - incendio di origine accidentale o dovuto a negligenza, ossia la cui ori-
                  gine è connessa all’attività dell’uomo, ma senza che questi abbia avu-
                  to l’intenzione di distruggere uno spazio naturale;
               - incendio di origine volontaria, ossia provocato con l’intenzione deli-
                  berata di distruggere uno spazio forestale per motivi diversi.
                  Tale classificazione fu motivata dall’esigenza di migliorare le statisti-
               che relative alle cause determinanti gli incendi boschivi, che, disaggre-
               gate per zone omogenee dal punto di vista amministrativo o territoria-
               le (province, comunità montane, bacini, ecc.), rielaborate, graficate e
               commentate costituiscono le fondamenta per approntare valide strate-
               gie di prevenzione e di contrasto.
                  L’importanza della conoscenza ha assunto maggiore rilevanza solo
               con l’entrata in vigore della L. 353 del 21 novembre 2000, legge quadro
               sugli incendi boschivi, che ha esaltato il ruolo della prevenzione (art. 4
               comma 2) ed ha introdotto il reato d’incendio boschivo nel Codice
               Penale (art. 423 bis).
                  Nel 2001 il Corpo forestale dello Stato, su incarico del Governo, ha
               condotto la prima indagine conoscitiva sulle cause degli incendi boschi-
               vi a livello nazionale, vero e proprio punto di partenza per nuovi ap-
               procci metodologici. Essa, al fine di fornire risposte al problema sotto
               il profilo quantitativo e qualitativo, è stata espletata differenziando gli
               eventi in gruppi di motivazioni nell’ambito della tradizionale distribu-
               zione delle cause (naturali, volontarie, involontarie, non classificabili).
                  Considerando la correlazione esistente tra l’aumento dei fuochi e
               l’azione antropica, si è rivolta particolare attenzione agli incendi ad essa
               riconducibili.
                  Gli incendi volontari o dolosi sono stati distinti in tre categorie di
               motivazioni:
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               - ricerca di un profitto;
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