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Il prezioso contributo della chimica analitica
stato utilizzato un ordigno simile a quello costruito in laboratorio con
fiammiferi e sigaretta. Gli otto minuti di ritardo dell’accensione avreb- FOCUS
bero garantito all’incendiario la fuga dal luogo dell’incendio. È stato
scelto il gasolio perché, accoppiato all’azione dell’ordigno, è in grado
di incendiarsi solo con l’accensione del mazzetto di fiammiferi.
Nonostante le scarse proprietà infiammabili del gasolio, la temperatu-
ra atmosferica superiore a 34° C e lo spargimento sulla vegetazione
secca hanno prodotto sufficienti vapori da incendiarsi e far partire l’in-
cendio. Per quanto riguarda l’ordigno usato, i dati analitici attribuisco-
no la sua struttura al tipo con fiammiferi e sigaretta per la presenza sul
cappio metallico di tutti i componenti chimici dei fiammiferi da cuci-
na. Le strutture a bastoncello osservate ed analizzate mediante
SEM/EDS erano i residui della piccola esplosione prodotta dall’accen-
sione simultanea dei fiammiferi.
Figura 8 - I resti dell’ordigno esploso (a sinistra) e inesploso (a destra)
Sulla base dei dati analitici ottenuti, le prove effettuate e quanto ri-
portato nella letteratura scientifica corrente era possibile affermare che
la donna è stata la vittima involontaria di un incendio intenzionale pia-
nificato in ogni suo aspetto: dall’accelerante, agli ordigni incendiari, in-
dubbiamente preparati con calma altrove e prima dell’uso.
La certezza dei risultati prodotti indusse gli organi competenti a con- 5
tinuare ed intensificare le indagini. A due anni dall’incendio gli uomini n.
del Corpo forestale dello Stato arrestarono un uomo in flagranza di rea- - II
to. Aveva lanciato un ordigno incendiario in una macchia di vegetazio-
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SILVÆ 187

