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Studi per determinare le cause di innesco
variabili meteorologiche, la presenza di eventuali barriere artificiali e na-
turali in grado di ostacolare il passaggio del fuoco, l’attività dei mezzi di FOCUS
spegnimento.
L’osservazione dell’area coinvolta dalle fiamme ha permesso ai grup-
pi di definire delle prime ipotesi circa l’evento e stabilire conseguente-
mente una zona d’inizio, dalla quale avviare l’indagine sul terreno alla ri-
cerca del mezzo d’innesco e della possibile causa.
Per delimitare la zona di lavoro si è fatto ricorso ai modelli geometri-
ci di propagazione cercando di individuare quello con caratteristiche si-
mili all’area colpita.
Figura 4 - La geometria dell’incendio
Determinata la geometria dell’incendio (Figura 4), e stabilita l’ipoteti-
ca zona d’inizio, ogni gruppo vi si è trasferito per mettere in pratica il
MEF. La ricostruzione dell’evoluzione dell’incendio è stata condotta at-
traverso la ricerca e l’analisi delle tracce o segni che il passaggio del fuo- 5
co ha prodotto sulla vegetazione e sull’ambiente fisico (Figure 5, 6 e 7). n.
Il loro attento esame ha consentito di ottenere preziose informazio- - II
ni sulla direzione della propagazione, sull’intensità di calore e sulla ve-
Anno
SILVÆ 195

